Per più di cinquant'anni è rimasto arrotolalo, nascosto sul graticcio ed esposto alla polvere, poi nel 2006, quando il teatro è stato riaperto ai pubblico, è ricomparso, unico sipario originale ottocentesco di un palcoscenico cittadino sopravvissuto agli eventi della storia o semplicemente al tempo. Il palcoscenico è quello del Teatro Guardassoni, piccolo gioiello di 200 posti che pochi bolognesi conoscono, forse per la sua collocazione all'interno del Palazzo Montalto, sede del Collegio San Luigi. Il sipario è opera di Alessandro Guardassoni, personaggio emblematico del mondo artistico bolognese ottocentesco, a cui i padri bamabiti, gestori della scuola, commissionarono questa tela composta di nove fasce di lino, per 5 metri di altezza e 7 di larghezza, raffigurante una scena della Divina Commedia: Dante e Virgilio all'entrata della 'selva oscura'. Oggi il Collegio San Luigi lancia un appello alla città per il restauro del sipario e per l'intera sala. «Per il ripristino del sipario sono necessari 36mila euro; abbiamo già presentato un progetto alla Fondazione CaRisBo da cui attendiamo risposta», spiega Francesco Vincenti che segue i lavori per l'associazione «Progetto culturale Teatro Guardassoni» che dal 2006 gestisce la programmazione della sala. Ma molti altri lavori sono necessari, a cominciare dalla pulizia della balconata e della fascia più bassa delle pareti della sala, quindi la rimessa in ordine del boccascena e del graticcio teatrale, ancora quello originale. «Per tutte queste voci continua Vincenti ci vorrebbero almeno 300mila euro, ma noi contiamo di procedere a piccoli passi». Confartigianato e dia hanno già assicuralo un sostegno, mentre una serata di raccolta fondi si terrà a giugno, sotto la direzione di Dodi Baltaglia, che già cura al Guardassoni una rassegna musicale. «Anche se vivo per lo più a Milano o Roma - spiega il musicista - sono legato alle mie radici, rafforzate dal fatto che i lPooh sono nati proprio a Bologna. Inoltre, faccio parte di un gruppo di musicisti che nei mesi scorsi al Ministro Rutelli ha chiesto di utilizzare teatri storici come questo o come i teatri d'opera per concerti di musica pop». «Negli istituti degli ordini cinquecenteschi come gli scolopi, i gesuiti o il nostro dei barnabiti il teatro è sempre stato visto come un mezzo di educazione», spiega Padre Giuseppe Montesano, rettore del San Luigi. Così fu quando i barnabiti nel 1879 trasferirono qui la sede della propria scuola. Nel palazzo, chiamato Montalto in onore di Papa Sisto V nativo di Montalto, quello che fino ad allora era stato il salone delle feste fu riadattato dall'architetto Francesco Gualandi in una sala teatrale di cui il Guardassoni fu chiamato a sovrintendere al ciclo di affreschi che ancora ornano le pareti e il soffitto. Fino ai primi del '900 il teatro fu per lo più usato durante il carnevale, le cui celebrazioni duravano molto più a lunga dei nostri giorni. Era in quel periodo che nei fine settimana si tenevano spettacoli e rappresentazioni varie. A fine '800 poi la sala fu utilizzata per le prime proiezioni cinematografiche, insieme al Duse e al Teatro Contavalli, ora non più esistente. Dietro un quadro con una Madonnina è ancora nascosto il foro per il proiettore. Quanto al sipario con la scena dantesca, era dal dopoguerra che se ne erano perse le tracce. Ritrovato un paio di anni fa, è l'unico rimasto tra quelli cittadini ottocenteschi dopo che anche quello del Teatro Comunale, l'Apoteosi di Felsina alla reggia del Re Sole dipinta dall'Angiolini, andò distratto in un incendio del 1853.
Bologna - Teatro da salvare. Quel sipario tesoro dell' 800
Il Teatro Guardassoni, un piccolo teatro cittadino di Bologna, ha un sipario originale ottocentesco che è stato nascosto per più di cinquant'anni. Il sipario, opera di Alessandro Guardassoni, raffigura una scena della Divina Commedia e è stato ritrovato nel 2006 quando il teatro è stato riaperto ai pubblico. Oggi, il Collegio San Luigi, che gestisce il teatro, lancia un appello alla città per il restauro del sipario e della sala. Il costo del restauro è stimato a 36mila euro per il sipario e 300mila euro per la sala, ma l'associazione Progetto culturale Teatro Guardassoni spera di procedere a piccoli passi.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo