Vergnano: non mi sento scippato il Comune è libero di scegliere lesclusione Non so perché non siamo tra i soci: forse perché non abbiamo risorse da investire -------------------------------------------------------------------------------- Dottor Walter Vergnano, sovrintendente del Teatro Regio, si sente scippato? «No, perché?». Lassessore alla Cultura, Fiorenza Alfieri, vuole affidare allUnione Musicale, trasformata in Fondazione, lorganizzazione di Settembre Musica, togliendola al Regio. Che ne pensa? «Settembre Musica è una manifestazione della città e il Comune è libero di fare ciò che vuole per far crescere il festival. Non ci sentiamo vittime di un esproprio. In un momento in cui il settore cultura ha bisogno di risorse è probabile che lamministrazione abbia scelto la strada della fondazione per attirare i quattrini dei privati. Altrimenti loperazione non si giustificherebbe. Saranno poi i fatti a dire se la scelta è quella giusta». Ma il Regio, che in questi anni si è occupato dellorganizzazione, non compare tra i soci. Perché? «Questo bisogna chiederlo a chi ha studiato loperazione. Daltronde a Milano la Scala non è impegnata su Mi-To. Forse per partecipare alla fondazione bisogna avere anche le risorse da mettere nel capitale. Noi non possiamo permettercelo». Non potreste partecipare mettendo a disposizione le conoscenze accumulate in questi anni? «Non so se sia previsto. Comunque se ci chiederanno di collaborare noi saremo disponibili come sempre. Non ci tireremo indietro». Lassessore Alfieri, in commissione, ha spiegato che già ora il Regio delegava ad altri con contratti di servizio lorganizzazione di Settembre Musica. È così? «Mi sembra che il Teatro abbia svolto al meglio la sua attività di strumento operativo, attività presa in eredità proprio dallUnione Musicale per volontà dello stesso Alfieri. In questi anni la manifestazione è cresciuta. Comunque, ora, mi interessano altri aspetti». Quali? «Che lorchestra e il coro del Regio vengano impegnati nei programmi della manifestazione. E su questo non ho dubbi, anzi. Ho la garanzia di un coinvolgimento pluriennale da un punto di vista artistico». Cè però anche un risvolto economico. La convenzione tra il Regio e il Comune vale 3 milioni di euro. Soldi che non entreranno più nelle casse del Teatro. Come farete fronte alla perdita? «Non mi preoccupa. Si tratta di soldi che entravano ed uscivano dal bilancio. Fondi destinati esclusivamente a Settembre Musica. A me interessa soprattutto il problema delle risorse per lattività ordinaria, sempre più scarse, e per pagare i 400 dipendenti del Teatro». Periodicamente rispunta lipotesi di una fusione tra Regio e Stabile. Questo matrimonio si farà? «Il matrimonio lo vedo ancora lontano, ma su un punto io e la Christillin siamo daccordo. Le due fondazioni devono avviare una collaborazione stretta, sia da un punto di vista artistico sia organizzativo, partendo ad esempio dalla biglietteria». (d. lon.)