Monza, 350 opere dimenticate I tesori nascosti sotto Villa Reale «Subito una pinacoteca». Il Comune: pronto un progetto Dal ' 500 agli inizi ' 900: nei sotterranei della Villa quattro secoli di opere d' arte nascoste da oltre venticinque anni La vicenda della pinacoteca civica di Monza è la storia di uno spreco: 350 opere di proprietà del Comune che abbracciano quattro secoli di storia dell' arte, dal primo Cinquecento al 1930, nascoste nei sotterranei della Villa Reale. Il motivo? Manca uno spazio espositivo adeguato e così, da oltre vent' anni, è come se non esistessero. A onor del vero la precedente giunta di centrosinistra aveva scelto come sede della pinacoteca il capannone Nervi, all' interno dell' ex tessitura Pastori e Casanova. Tuttavia, così come accade ogni volta che cambiano le amministrazioni, il nuovo esecutivo di centrodestra guidato da Marco Mariani vuole controllare il progetto. Il che, tradotto, significa altri mesi di attesa prima di arrivare a una soluzione. Per rendersi conto del tesoro che Monza tiene nascosto sotto l' ex reggia sabauda basta fare i nomi di Mosè Bianchi, di Eugenio Spreafico, di Aligi Sassu o di Pompeo Mariani. Oppure di Anselmo Bucci, di Raffaele De Grada o di Eugenio Bajoni. La Pinacoteca fu aperta nel 1935 nell' ala Nord della Villa: il nucleo storico delle opere era costituito dal lascito del 1923 dei collezionisti Samuele ed Eva Segré. Ma la Pinacoteca venne dichiarata inagibile nel 1983 quando la Sovrintendenza ai Beni Architettonici e Ambientali di Milano ordinò alcuni lavori di restauro. Da allora, salvo qualche rara manifestazione, la raccolta è caduta nel dimenticatoio. Nel 1994, per puntare i fari sullo scandalo, l' allora direttore dei Musei Civici, Paolo Biscottini, oggi direttore del museo diocesano di Milano, organizzò una mostra di circa 100 opere della Pinacoteca che si chiamava appunto «Il museo negato». «In Italia nessuno sente la necessità di allestire un museo come una priorità - spiega Biscottini - e Monza, così come Milano che attende da anni un museo d' arte contemporanea, non fa eccezione. Il caso della pinacoteca di Monza è un vero spreco che nessuno ha mai veramente avuto la volontà di risolvere». Oggi, secondo Alfredo Viganò, ex assessore all' Urbanistica e consigliere della lista Faglia, le speranze di vedere risorgere dai sotterranei della Villa la Pinacoteca sono legate al progetto del capannone Nervi. «È tutto pronto - spiega -, basta firmare la convenzione con la proprietà. Presenterò un' interpellanza in consiglio comunale per avere chiarimento». Alfonso Di Lio, assessore alla Cultura, risponde con una mostra dedicata a una selezione di 102 dipinti della Pinacoteca in programma per il prossimo 28 marzo. «In attesa che venga risolta la questione della sede definitiva voglio offrire ai monzesi un percorso ragionato sul patrimonio che abbiamo a disposizione - sottolinea l' assessore -. La soluzione del capannone Nervi non mi dispiace ma col sindaco e il resto della giunta stiamo valutando le necessità e le soluzioni possibili». 1935 L' apertura della pinacoteca di Monza a Villa Reale, poi chiusa nel 1983 per ristrutturazione 350 Le opere dal ' 500 al 1930 che si trovano accatastate nei sotterranei della Villa Reale