Amministratori Cesare Romiti a capo del Consiglio generale, l' assessore Sgarbi rappresenterà Palazzo Marino Il presidente Cervetti: debiti rateizzati come per le aziende in crisi«Buco» di 24 milioni e sul conto ci sono anche gli arretrati per gli uffici, le maschere e per i musicisti «Arrivano i soldi per salvare la Verdi». Sei milioni e mezzo di euro, cinque dal ministero per i Beni culturali e il resto dagli enti locali. E quindi parte il piano grazie al quale «entro sei anni si dovrebbe risanare il debito dell' orchestra». Ci crede Mario Cervetti, nuovo presidente del Consiglio di amministrazione, e anzi rilancia: «Noi vediamo la luce in fondo al tunnel». Ma è vero anche che «non ne siamo ancora usciti». Intanto sono stati compiuti «i passi necessari per garantire un risanamento della situazione». Tra cui la modifica della gestione della Fondazione. Al vertice del Consiglio generale è stato eletto Cesare Romiti, Luigi Corbani è stato confermato direttore generale, mentre l' assessore Vittorio Sgarbi siederà nel Consiglio di amministrazione in quanto membro scelto per rappresentare il Comune. Il piano prevede la rateizzazione del debito di tredici milioni di euro con Enpals e Erario «come è previsto dal decreto per tutte le aziende in crisi», spiega Cervetti. Il «buco» ammonta a 24 milioni e sul conto ci sono anche «nove mesi di stipendio arretrato degli uffici, alcuni mesi per le maschere e tre per i musicisti. Poi i rimborsi spese del coro dal 2001». Corbani ci tiene però a sottolineare che «questi arretrati ci sono perché i fondi previsti dalla legge non sono mai arrivati». E a questo proposito Cervetti ha incontrato ieri pomeriggio il governatore Roberto Formigoni. «Il Comune farà la sua parte. La Provincia verserà 250 mila euro. In una settimana la Regione prenderà una decisione per contribuire alla Verdi». Poi si cerca di trasformare la fondazione in Ico per accedere al Fondo unico per lo spettacolo. Intanto un grazie «il pubblico sempre fedele». Solo «l' anno scorso ci sono stati 5 mila abbonati». E i concerti sono stati 216. E il 24 aprile il presidente della Repubblica, Giorgo Napolitano, ha chiesto all' orchestra di suonare per un concerto per il terzo anno di pontificato di Benedetto XVI. Come dire: nessuno vuole far morire la Verdi.