Il ministro Rutelli a un incontro insieme ai soprintendenti Bottini, De Caro e La Rocca "Questa è una vittoria dellarcheologia", ha detto il candidato sindaco -------------------------------------------------------------------------------- Hanno adoperato il balcone su piazza Venezia del palazzo delle Generali per ribadire che qualcosa di Roma antica va sacrificata se si vuole che cessi la morsa del traffico sulle sue strade e le sue piazze più belle. «Quella della Metro C è una grande vittoria dellarcheologia» ha sentenziato il ministro Francesco Rutelli, facendo sognare lo scalpiccio dei viandanti nella cuore della Città Eterna pedonalizzato. Dalla sala delle assemblea dellassociazione Civita che, dal quinto piano, si affaccia proprio sullo scavo archeologico al centro della piazza, il vicepremier, il direttore generale dellArcheologia, Stefano De Caro, il soprintendente Angelo Bottini e il suo collega del Campidoglio, Eugenio La Rocca, ieri hanno dato il via libera definito ai lavori della Metro C, intervento criticato la settimana scorsa dagli ambientalisti di Italia nostra per il costo eccessivo che dovrà pagare il patrimonio archeologico sepolto sotto via dei Fori imperiali, via del Plebiscito e corso Vittorio. Il primo a prendere la parola è stato De Caro, larcheologo napoletano cui spetta, «per legge, articolo 21 del codice dei Beni culturali», ha sottolineato lui stesso, il compito di decidere le demolizioni (e relativi spostamenti) dei resti ritrovati nel corso degli scavi. Forte del via libera giunto dal Comitato di settore che ha deciso di consultare, De Caro ha dato il suo ok allimpianto delle paratie nello scavo di piazza Venezia e negli altri cantieri della Metro C: «E si tratta di strutture in cemento armato indispensabili per andare avanti con i sondaggi archeologici». De Caro ha portato le foto degli interventi eseguiti per la metro di Napoli «che hanno permesso di trovare e salvare, ad esempio, lantico porto con le sue navi». E ha lanciato la palla a Rutelli: «Facciamo degli scavi della Metro le porte daccesso alla Roma sotterranea». Un museo underground che attraversa in verticale i 10 metri dello strato archeologico. Angelo Bottini ha fatto ricorso invece a Shakespeare per spiegare come non sia possibile un intervento completamente indolore. «In questi casi mi torna sempre in mente "Il Mercante di Venezia" con Shylock che pretende di essere pagato con una libbra di carne. Ma non ha fatto i conti con il sangue». La carne di 20mila passeggeri lora nella Metro invece che nelle macchine e sui bus, va pagata con lo smontaggio, ad esempio, dei resti del cenotafio di Agrippa davanti alla Chiesa Nuova o con la demolizione dei muri della vetreria rinascimentale di piazza Venezia. E se il sovrintendente comunale, larcheologo La Rocca, ha ricordato come «ogni scavo è per sua natura distruttivo, non si può salvare tutto ma tutto va studiato e fotografato», Bottini ha sottolineato la continuità delle scelte della soprintendenza archeologica di Roma: «Il 21 maggio 2003 il mio predecessore, Adriano La Regina, con un lunghissimo documento diede parere positivo alla costruzione della Metro C: sottolineando la presenza certa di resti, prevedendo lo scavo integrale di tutti i punti interessati dal progetto e segnalando che, in caso di rimozione, si sarebbe dovuto seguire la norma». (c.a.b.)