La ricerca della Battaglia di Anghiari, il famoso affresco «perduto » di Leonardo da Vinci che dovrebbe trovarsi dietro alla parete est del Salone dei Cinquecento, è a buon punto. L'ingegnere fiorentino, Maurizio Seracini, sta per coronare un sogno carezzato da 33 anni, da quando cioè, nel 1975, il professor Carlo Pedretti gli mise «la pulce nell'orecchio» riguardo la presenza dell'affresco citato in numerosi documenti ma di cui si sono perse le tracce dal 1563, da quando cioè Cosimo I ordinò a Giorgio Vasari di coprire quella pittura murale. Vasari non lo distrusse ma, probabilmente, fece costruire un nuovo muro e vi dipinse sopra gli affreschi che oggi vediamo nel Salone dei Cinquecento. L'interessamento per la ricerca della Battaglia di Anghiari da parte di National Geographic è invece assai più recente. Tutto è nato nell'aprile del 2007 quando Steve Burns - attuale vice presidente esecutivo del canale televisivo della prestigiosa società americana - venne a Firenze interessandosi dell'argomento. Da allora è iniziato un lungo trend che ha condotto fino all'accordo siglato ieri tra il Comune di Firenze e la National Geographic, che porterà nelle casse di Palazzo Vecchio 250mila euro in 5 anni. Dal momento in cui Maurizio Seracini ha iniziato la fase preliminare delle ricerche, le macchine da presa del team guidato da Brando Quilici l'hanno seguito ovunque. Soprattutto l'hanno «spiato» a 17 metri d'altezza quando, in cima a un ponteggio, ha effettuato le termografie della parete e gli altri esami che permetteranno di «conoscere» meglio la superficie su cui è dipinto l'affresco di Vasari, dietro al quale dovrebbe trovarsi invece quello di Leonardo. Questo, per quanto riguarda la parte dello speciale dedicata alla ricerca. Ma il film col marchio «NG», racconterà anche Leonardo. Per questo nelle passate settimane è venuto a Firenze l'autore principale designato dello speciale, John Bredar, che ha intervistato e scambiato opinioni con molti protagonisti di questa appassionante ricerca (da Cristina Acidini ad Alessandro Cecchi, da Rab Hatfield ad Alessandro Vezzosi, fino a Cecilia Frosinini, capo settore restauri degli affreschi dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze), ognuno dei quali ha portato il suo contributo. Oltre a fare sopralluoghi nel Salone dei Cinquecento - e ad ascoltare le appassionanti e argomentati ipotesi di Seracini - Bredar ha visitato gli Uffizi, in particolare la Sala 15 con i dipinti di Leonardo da Vinci, si è poi recato all'Opificio delle Pietre Dure, ha presenziato alle riprese della troupe di Quilici nel Salone dei Cinquecento ed è andato in «trasferta» perfino a Vinci, per vedere dal vivo i luoghi dove nacque e visse i primi anni Leonardo. Tutto questo per farsi un'idea ancora più precisa del contesto storico e ambientale nel quale venne concepita e realizzata la Battaglia di Anghiari.
La Battaglia di Anghiari di Leonardo. Dietro le quinte della ricerca
L'ingegnere Maurizio Seracini sta per coronare un sogno di 33 anni nella ricerca della Battaglia di Anghiari, un affresco perduto di Leonardo da Vinci. La ricerca è stata sostenuta dalla National Geographic, che ha finanziato l'accordo tra il Comune di Firenze e la società. Il team guidato da Brando Quilici ha effettuato ricerche e esami sulla parete del Salone dei Cinquecento, dove si trova un affresco di Giorgio Vasari. Le macchine da presa del team hanno seguito Seracini durante le ricerche. L'autore dello speciale per la National Geographic, John Bredar, ha intervistato protagonisti della ricerca e ha visitato luoghi come gli Uffizi e l'Opificio delle Pietre Dure.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo