Ogni anno finiscono nel «mirino» di milioni di turisti. Piacciono, affascinano, sbalordiscono. Ma se li guardi da vicino... quanti problemi: ciuffi d'erba, angoli diventati dei veri e propri magazzini a cielo aperto e una politica conservativa quanto meno discutibile. Il Duomo e il Battistero di Firenze, che dovrebbero essere, insieme al Campanile di Giotto, il fiore all'occhiello del complesso museale dell'Opera di Santa Maria del Fiore, non se la passano bene. A cominciare dalle tre porte del Battistero. Com'è noto, il monumento a pianta ottagonale, inizialmente tempio dedicato a Marte, conta tre porte sui lati sud, nord ed est. La prima e la seconda vennero realizzate da Ghiberti (tra il 1401 e il 1452), mentre la terza, che porta la firma di Andrea Pisano, è la più antica, in quanto risale al p e r i o d o 1330-1336. Una delle prime due, la Porta del Paradiso del Ghiberti (lato est), è una copia (collocata in situ nel 1990) dell'originale di cui sta per terminare il completo restauro. Nonostante si tratti di una copia, inspiegabilmente è però l'unica che è protetta da un'inferriata. Le altre due - originali - servono per l'accesso (da nord) e l'uscita (da sud) dei turisti del Battistero e recano i segni della loro «anzianità ». Non solo: ad altezza d'uomo, recano anche i segni del «consumo» turistico, perché nessuno interviene a prevenire che migliaia e migliaia di visitatori al giorno si avvicinino e tocchino le formelle delle porte. I segni di questa continuo, inarrestabile logorio sono sotto gli occhi di tutti: solo chi non vuol vederli non li vede. Con dei facili accorgimenti, questi monumenti - già messi a dura prova dall'inquinamento - potrebbero essere tutelati meglio e l'intero complesso potrebbe dimostrare una maggiore cura. Invece, basta girare un angolo e i problemi addirittura aumentano. Sul fianco nord del Duomo - la parte che «guarda» via dei Servi, tanto per intenderci - ci sono quattro scalini che si estendono per tutta la lunghezza dell'edificio. Sono diverse decine di metri e sono in larga parte coperti da una patina verde tipica della colonizzazione da alghe sulle superfici umide. La zona è interdetta al transito e alla sosta grazie a una ringhiera, ma non è bella da vedere. Non fa onore alla maestosità del monumento né all'aspetto della città. Come se non bastasse, considerato che in quell'area è venuto meno il calpestio dei turisti, sono cresciuti indisturbati degli evidenti cespugli d'erba, che evidentemente stonano.Ea proposito d'erba - proseguendo lungo il bordo nord del Duomo - ci si imbatte in una lunga palizzata in legno (innalzata tra l'esterno di due cappelle interne) che cela un vero e proprio magazzino di stoccaggio di materiali, a cielo aperto. Al suo interno si scorgono (da alcune fessure) lastre di marmo, pietre di ogni tipo, transenne, cavi, tubi, crociere, varie attrezzature ed erba, tanta erba, ormai cresciuta a dispetto del poco terreno a disposizione, tipico esempio di un'incuria che ormai si trascina da troppo tempo. Sono anni che quest'area è in queste condizioni e non c'è alcun segno di restituzione di questo particolare angolo del Duomo alla pubblica fruibilità. Alcuni mesi fa abbiamo chiesto se fosse in programma lo svuotamento dell'area e ci è stato risposto che a breve termine sarebbe iniziato lo sgombero. Ma per il momento non è così. Sul lato posteriore del Duomo, che «guarda» a via dell'Oriuolo, c'è un'altra area cantierata, sottostante all'elevatore che conduce alla grande impalcatura, che serve ai restauri della Loggia di Baccio d'Agnolo (la cosiddetta «gabbia dei grilli »). Quell'impalcatura è necessaria, non si discute, ma è anche vero che la concessione del permesso da parte della Soprintendenza per i beni architettonici risale a 9 anni fa. Un tempo molto lungo, forse troppo.
Il Duomo assediato dalle erbacce. Battistero: indifese le porte vere
Il Duomo di Firenze, complesso museale dell'Opera di Santa Maria del Fiore, è affollato di turisti ogni anno. Tuttavia, se si guarda da vicino, si notano diversi problemi. Le tre porte del Battistero, in particolare, sono state oggetto di logorio a causa del consumo turistico. La Porta del Paradiso, copia dell'originale di Ghiberti, è protetta da un'inferriata, mentre le altre due porte originali sono state danneggiate dai turisti. Inoltre, il fianco nord del Duomo è coperto da una patina verde e ci sono evidenti cespugli d'erba. Un magazzino di stoccaggio di materiali è stato costruito all'interno della palizzata, che cela lastre di marmo e varie attrezzature.
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