L'inchiesta della procura della Repubblica approda al decreto del Gip Giorgio Altieri Normative edilizie e urbanistiche ignorate, una palazzina destinata a mutare destinazione in albergo attraverso una variante non esattamente lineare, se non altro perchè quel nullaosta concesso dal Consiglio comunale nel 2003 autorizzava volumetrie ben superiori a quelle previste e possibili. Ora, dopo i tentativi di trovare una mediazione attraverso vie politiche e amministrative, la polemica è chiussa. Gli uomini della Forestale di Iglesias, su disposizione del Pubblico ministero Andrea Massidda, sostituto procuratore della Repubblica presso la procura del tribunale di Cagliari, hanno messo sotto sequestro preventivo la struttura che stava sorgendo in località Santa Margherita, a due passi da Nebida e due dal mare. Da poche ore, esposta a vista sul Golfo del Leone, c'è la certificazione del sigillo giudiziario. Verso le 11, una mezza dozzina di agenti dell'ispettorato Ripartimentale delle Foreste e della Forestale e vigilanza ambientale di Iglesias hanno notificato all'amministratore della società Porto Flavia Srl, Vincenzo Locci, il provvedimento emesso dal magistrato tendente a bloccare qualsiasi attività edificatoria o di demolizione in una struttura che, per anni, è stata oggetto di forti polemiche in città e in campo regionale. E proprio nel contesto di queste polemiche, anche feroci tra sostenitori e contrari all'edificazione, e di una serie di esposti e segnalazioni ha preso corpo l'attività d'indagine coordionata dal sostituto procuratore Andrea Massidda. Tutto è cominciato nel 2001, quando la ditta individuale Dario Locci, con sede a Domusnovas, ottenne dal Comune di Iglesias l'approvazione di un progetto per la costruzione di una struttura ricettiva alberghiero-residence articolata su tre piani. Progetto, secondo i riscontri degli inquirenti, rispondente ai parametri urbanistici allora vigenti su quelle aree. Poi, nel 2003, la concessione passa dalla ditta individuale alla società Porto Flavia srl, con ancora i Locci presenti come azionisti. A questo punto al consiglio comunale di Iglesias arriva la richiesta della società a responsabilità limitata per una ulteriore concessione di variante per la struttura alberghiera. Il consiglio comunale delibera, in quella data, l'approvazione di indici di densità fondiaria, in deroga allo strumento urbanistico vigente ad Iglesias. Dalle indagini avviate, ed in corso di perfezionamento, è emerso che sarebbe stata disattesa una serie di norme in area urbanistico-edilizia, in quanto la concessione in deroga agli strumenti urbanistici, autorizzava volumi eccedenti i limiti di densità fondiaria ammissibili. Insomma, i parametri urbanistici di zona riferibili all'intervento originario sono stati superati. La deroga, come previsto dalle norme, avrebbe dovuto apportare volumi non eccedenti il 70 per cento di quanto preesistente. Ma l'abuso riscontrato riguarderebbe anche l'altezza dell'edificio, che non sarebbe compatibile con i limiti imposti dalla normativa. Di fatto, infatti, la struttura si articola su sette piani, oltre il seminterrato e due mansarde in fase di ultimazione. Una vera cerbottana innalzata sulla costa che si affaccia sul faraglione di Pan Di Zucchero. C'è di più: per lo stesso intervento edilizio, sarebbe in fase di approvazione un ulteriore ampliamento. Le indagini avviate dalla Forestale avrebbero confermato gravi irregolarità nel progetto e nei lavori eseguiti e il giudice delle indagini preliminari Giorgio Altieri ha emesso un decreto di sequestro del cantiere. la cui esecuzione è stata affidata al Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale di Iglesias. Ieri mattina mezza dozzina di forestali, presenti anche i titolari dell'azienda edile, hanno provveduto a notificare agli interessati l'ordinanza del giudice e successivamente hanno chiuso i cancelli d'ingresso apponendo ai battenti una catena con il terminate in piombo. La struttura al momento è solo un rustico che si alza per almeno trenta metri dal suolo su sette livelli di costruzione. Tutto lo stabile area compresa è vincolata dai sigilli giudiziari. Le indagini sono al primo livello ma dall'accuratezza con cui sono stati fatti gli accertamenti la vicenda potrebbe riservare clamorose sorprese. La zona di Nebida sulla quale insiste la struttura alberghiera fa parte del Parco Geominerario della Sardegna, riconosciuto dall' Unesco come primo parco-geominerario della rete mondiale dei geositi-geoparchi.