La Gazzetta lo scriveva giusto un anno fa e da allora la situazione è peggiorata, tanto che oggi gli istituti dedicati all'arte e alla memoria possono vantare un solo direttore stabile e a tempo pieno, Aldo Borsari, che da anni gestisce l'Archivio Storico comunale. Quest'ultimo è tra i più completi in Italia - soffre ovviamente per la cronica mancanza di spazi - con documenti di quasi mille anni fa che ricostruiscono la storia della nostra città, ma per il resto sembra notte fonda nonostante gli sforzi continui di un personale scientifico sempre esiguo e che fatica ad aggiornarsi e spesso è contrattualmente non stabilizzato. Tracciare il panorama mette una certa malinconia perché mancano certezze in quasi tutti i ruoli dirigenziali. La Soprintendenza per la Tutela dei Beni Storici Artistici e Demoetnoantropologici (quelli legati alla cultura materiale, di cui fattivamente non si occupa nessuno, visti i pochissimi funzionari) è retta da più di un anno ad interini da Serenita Papaldo, tra le più esperte alte dirigenti che il Ministero per i Beni Culturali possa vantare: il suo contratto è scaduto il 31 dicembre e il governo ha prorogato il suo incarico - e di tanti altri in molte città d'Italia - di alcuni mesi. Ma, come ammette lei stessa, non si sa che accadrà, visto che ancora non sono entrati in ruolo i soprintendenti che hanno vinto il concorso nazionale dello scorso anno; addirittura non si sa se questo tipo di proroghe possano essere concesse dal governo attuale che si occupa solo di ordinaria amministrazione oppure occorrerà aspettare il ministro che succederà a Rutelli. Intanto la Galleria è gestita - con la solita penuria di mezzi - al meglio delle possibilità dal funzionario Angelo Mazza, anch'egli però fatalmente a tempo. Ancora più intricata, ai limiti dell'assurdo, è la situazione della Biblioteca Estense Universitaria dove il direttore ad interini Aurelio Aghemo è anche a capo della Biblioteca nazionale Universitaria di Torino e da poco della Palatina di Parma. Parliamo di biblioteche storiche tra le maggiori in Italia, con milioni di volumi tra cui le basi della cultura libraria italiana e il dottor Aghemo non dovrebbe prendersela se si scrive che questi istituti, come accade per Papaldo che è a Modena un giorno a settimana dirigendo a Roma la Calcografia nazionale, sono diretti via telefono, email e dal treno. Come si fa a programmare in questa maniera, stendere piani pluriennali da presentare alle fondazioni e alle banche per i finanziamenti? Anche l'Archivio di Stato di Modena è fondamentale a livello nazionale. Conserva la straordinaria documentazione del Ducato anche del luminoso periodo ferrarese. Qui il direttore è ad interini Euride Fregni che oltre ad insegnare all'Università di Bologna è la soprintendente regionale degli archivi. E come si fa a programmare, se non con estrema difficoltà, alla Civica dove Angela Vettese, nome noto dell'arte contemporanea, ha una miriade di incarichi e fatalmente deve gestire da lontano l'istituto di Palazzo Santa Margherita? Poi restano i casi già noti: il museo della Figurina, potenzialmente "esplosivo", non ha un direttore dalla fondazione, mentre la biblioteca d'arte Poletti afferisce con altri 19 enti alle "normali" biblioteche comunali quando avrebbe bisogno di un esperto d'arte vista la specializzazione oppure i musei civici le cui "responsabili" (ossia funzionarie di più alto grado) sono state "trasformate" in direttrici dopo l'inchiesta dell'anno passato, ma senza alcun passaggio formale e "poteri" maggiori. A poco più di un anno dalle elezioni amministrative non sarebbe il caso di iniziare a parlare seriamente di tematiche che possono migliorare non solo l'immagine della nostra città culturale, ma soprattutto darvi una stabilità e una programmazione specifica a lungo termine che la porti a primeggiare risultando dunque più appetibile anche dal punto di visto economico, residenziale e turistico.
Modena - Patrimonio senza una guida. Soprintendente 'scaduta'. Archivi e musei: chi comanda?
La Gazzetta di Modena scrive che la situazione dei musei, biblioteche e archivi della città è critica. Gli istituti dedicati all'arte e alla memoria hanno un solo direttore stabile e a tempo pieno, Aldo Borsari, che gestisce l'Archivio Storico comunale. Quest'ultimo è tra i più completi in Italia, ma soffre per la mancanza di spazi e il personale scientifico è esiguo e contrattualmente non stabilizzato. La Soprintendenza per la Tutela dei Beni Storici Artistici e Demoetnoantropologici è retta da interini e il suo direttore, Serenita Papaldo, ha un contratto prorogato per alcuni mesi.
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