Porte murate e corridoi sopraelevati: da lì passavano i Granduchi BASTATO aprire una porta nascosta, buttare giù un po' di intonaco per scoprire un mondo. Un salto indietro nel tempo fino alla città dei Granduchi. Gli «Uffizi Pisani» prendono corpo, una scoperta che è frutto di un'intuizione (quella della Soprintendente Guglielmo Maria Malchiodi) che potrebbe restituire a Pisa un passato dimenticato. Realizzabile, però, solo se forze e risorse (pubbliche e private) riusciranno ad unirsi verso un unico obiettivo. Una sorta di Corridoio Vasariano tutto pisano. Quello che usavano i Granduchi per andare a messa o a teatro. Per attraversare la città senza (quasi) scendere in strada. IL TRAGITTO segreto (tutto sopraelevato) parte dal museo nazionale di Palazzo Reale e arriva fino al teatro Rossi passando per la chiesa di San Nicola (dove un palchetto reale ospitava abitualmente la Granduchessa) e l'ex Intendenza di Finanza in piazza Carrara (già convento di San Lino). E' da lì, dalle attuali aule universitarie di Palazzo Ricci, attraverso un cavalcavia, si «atterrava» direttamente nei palchetti privati del Rossi. Non solo. Nell'ambiziosissimo progetto della Soprintendenza c'è anche il ripristino della passerella pedonale compresa tra Ponte di Mezzo e Ponte Solferino, un camminamento che attraversava l'Arno per congiungerà la chiesa della Spina con via Santa Maria lato Palazzo Reale. Non proprio un ponte stile Calatrava ma quasi. Una struttura leggera (presumibilmente in cristallo) che potrebbe solcare il fiume congiungendo Tramontana e Mezzogiorno. Piazza del Duomo (nel prolungamento di via Santa Maria) e la Stazione ferroviaria (camminando lungo via Sant'Antonio). IL PRIMO PASSO sarà la mostra dedicata a Pisa e i Lorena in programma per settembre prossimo. La Soprintendenza ha già chiesto al Ministero i finanziamenti necessari per aprire al pubblico almeno una parte restaurata del teatro Rossi comprendente il corridoio di accesso agli «appartamenti privati». L'occasione servirà poi per sollecitare l'istituzione di un centro di documentazione e didattica per i giovani che unifichi, conservi e renda semplice e accessibile la conoscenza delle fonti documentarie relative al patrimonio culturale pisano: archivi, biblioteche, studi, cataloghi, musei, archeologia, paesaggio, centri storici, monumenti, opere d'arte. I lavori in corso fanno ben sperare. Attualmente, passeggiando da piazza. Carrara a piazza. Dante fino a Lungarno Pacinotti, è un susseguirsi di cantieri. Impalcature che ricopronoi facciate e monumenti. Il teatro Rossi, l'ex intendenza di Finanza. Palazzo reale, la chiesa di San Nicola e il suo campanile (pendente e ottagonale) opera di Nicola Pisano. La chiesa era collegata al vicino Palazzo Reale da due grandi corridoi sospesi, dei quali solo uno è sopravvissuto ai bombardamenti della seconda guerra mondiale. E' il nucleo degli «Uffizi Pisani» che andrà ad aggiungersi all'altro polo museale cittadino: San Matteo e San Silvestro e l'area della Cittadella. L'ATTESA è ora tutta per la mostra su Pisa e i Lorena, l'evento programmato per la fine di settembre nei suggestivi scenari di Palazzo Reale e del Teatro Rossi. Saranno esposti dipinti, sculture, disegni, stampe, arredi, costumi, strumenti, materiale cartografico e documentario, proveniente da collezioni pubbliche e private in grado di testimoniare le profonde trasformazioni sociali, culturali ed economiche della città. Un'occasione da non perdere per pensare e promuovere fuori dai nostri confini il sistema degli «Uffizi Pisani».
PISA - La città nascosta degli Uffizi Pisani
La Soprintendenza di Pisa sta lavorando per restaurare il Corridoio Vasariano, un passaggio segreto che collegava i Granduchi di Pisa al teatro Rossi e al Palazzo Reale. Il progetto, che richiede finanziamenti pubblici e privati, mira a ripristinare la passerella pedonale tra Ponte di Mezzo e Ponte Solferino e a restaurare il teatro Rossi. La mostra "Pisa e i Lorena" sarà l'occasione per presentare il progetto e le scoperte che lo hanno reso possibile. Il Corridoio Vasariano era un passaggio segreto che collegava i Granduchi al teatro Rossi e al Palazzo Reale, e la sua restaurazione potrebbe restituire a Pisa un passato dimenticato.
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