Una programmazione partecipata e non piu' calata dall'alto in stretto riferimento alle nuove prospettive per l'area iblea alla luce della convenzione europea del paesaggio. L'ultima giornata del workshop organizzato dalla Soprintendenza di Ragusa ha voluto lanciare un messaggio ben preciso, partire dalle risorse naturali ed ambientali esistenti, guardare alla strutture architettoniche e pensare una tutela ragionata e condivisa. Un nuovo progetto di paesaggio attraverso la lenta creazione di una carta del paesaggio da redigere con il contributo delle varie parti chiamate in causa. "E' finito il workshop ma e' iniziato questo progetto nuovo ha voluto rimarcare la soprintendente Vera Greco perche' tutti assieme siamo chiamati a pensare ad un modello comune che tuteli e valorizzi il nostro ambiente nei modo piu' giusto". Del resto, e' stato ribadito anche ieri mattina, la ricognizione di indicazioni tematiche emerse dai lavori del workshop, costituiscono il riferimento per una successiva fase partecipativa allargata di discussione delle diverse ipotesi di lavoro, finalizzata all'analisi della percezione sociale del paesaggio effettivamente espressa dal territorio ragusano. Poiche' il paesaggio costituisce un patrimonio dalla cui gestione dipende la qualita' degli habitat delle popolazioni, il piano paesaggistico puo' sviluppare il riconoscimento socialmente percepito e condiviso dei valori del paesaggio e riferire ad essi le regole di sostenibilita' delle strategie di valorizzazione in generale delle politiche di governo del territorio. Le comunita' iblee possono, attraverso il piano, immaginare, promuovere e attuare scenari di salvaguardia, recupero e trasformazione del paesaggio. Il piano e' il primo luogo del progetto di paesaggio, quello della sua scrittura sociale, dalla quale dipende l'effettiva attuabilita' delle idee. Il piano paesaggistico puo' definire politiche patrimoniali e strategiche per il paesaggio e dunque puo' costituire un riferimento conoscitivo e progettuale essenziale per il coordinamento e la messa in atto dell'integrazione del paesaggio nelle politiche territoriali. Interessanti sono state le relazioni emerse dai tavoli tematici di studio che si erano formati il giorno prima. Nel campo del turismo rurale, ad esempio, e' emersa la necessita' di un approccio al territorio che valorizzi la microcultura locale e abbia la capacita' di creare reti alternative. L'analisi di mercato ha mostrato la richiesta di un turismo diverso, che abbia la possibilita' di scoprire e percepire gli usi e i costumi che esprimono l'identita' locale.