Gli avvocati sono tornati alla carica solo qualche giorno fa, e per la seconda volta hanno inviato in Procura un esposto dettagliato, corredato anche da un ricco album fotografico. «Qualcuno sta stravolgendo lo stato dei luoghi di Villa Gallotti, uno dei luoghi più belli e suggesstivi della collina di Posillipo», denuncia l'avvocato Mario Mele, che insieme con il collega Lelio della Pietra assiste due delle proprietarie dello storico complesso collinare. «A questo punto - aggiunge - è indispensabile un intervento della magistratura che disponga il sequestro di tutta l'area dei giardini che guardano verso il mare della stessa Villa, trasformata ormai in un cantiere a cielo aperto». Ma procediamo con ordine e ricapitoliamo. La proprietà di Villa Gallotti - un sito le cui prime notizie sono documentate nella «veduta Baratta», che risale al 1629 e che è censito anche nel sito della Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Campania - è attualmente divisa in diverse proprietà e usufrutti. Nei mesi scorsi due dei proprietari - le signore Adele Buffa e Bice Gallotti - decidono di rivolgersi agli avvocati per denunciare il presunto abuso edilizio messo in opera da un altro proprietario, Marzio Filippo Capece Minutolo. Che cosa sta accadendo? «Si sta consumando un vero e proprio scempio ambientale ed edilizio - denuncia l'avvocato Mele - proprio sul versante della facciata principale, lato mare. È già stato semidistrutto un parapetto storico ed è stato abbattuto anche un pino secolare per consentire agli operai di eseguire lavori di cui non conosciamo bene la natura». Oltre che in Procura, l'esposto è stato trasmesso anche alla Soprintendenza ai Beni architettonici e al Corpo forestale, per le eventuali rispettive competenze. Diametralmente opposta la versione della controparte, sintetizzata dall'ingegnere Giovanni Capece Minutolo Del Sasso, che è anche il direttore dei lavori in corso. «Non esiste alcun abuso edilizio, come dimostrano sia la documentazione di "denuncia inizio attività " presentata in data 16 giugno 2006 al Comune di Napoli, in conseguenza di una variante ad un vecchio condono regolarmente rilasciatomi; e sia la recente richiesta di variante da noi prodotta il 7 febbraio 2008 direttamente alla Soprintendenza ai Beni architettonici. E il pino abbattuto? «È vero - risponde Capace Minutolo - c'era un albero di pino secolare, ma era ormai secco e trovandosi sul tetto della casa di mio figlio creava problemi di grave e imminente pericolo, sia per l'abitazione che per le maestranze che sono al lavoro. Perlatro segnalai la circostanza all'ammistratore del condominio, il quale mi confermò che la questione non rientrava nelle sue competenze. Pertanto mi regolai di conseguenza, provvedendo a rimuovere quel pericolo».