Il contestatissimo Puc spiana la strada a nuove volumetrie in zone di altissimo pregio ambientale. -------------------------------------------------------------------------------- Con un blitz della polizia provinciale negli uffici tecnici comunali avvenuto nei giorni scorsi, ha preso il via linchiesta penale sul Puc di Recco, il contestatissimo piano urbanistico dellamministrazione di centro destra autorizzato dalla Provincia, che spiana la strada a nuove volumetrie anche in zone di altissimo pregio ambientale come la collina di Megli. Il fascicolo, aperto dal sostituto procuratore Maura Macciò, ipotizza, al momento, vari reati e violazioni alle normative in materia paesaggistiche e urbanistiche. Per ora non ci sarebbero indagati. Questa fase dellindagine coincide tra laltro con un momento caldissimo per gli uffici tecnici del Comune, letteralmente presi dassalto da chi vuol garantirsi la possibilità di tirare su una casetta, aprire una strada o un posteggio. Il puc prevede, infatti, 4250 metri quadri di zone collinari dedicate alla cosiddetta edilizia libera , ossia quella priva di pianificazione o di piani particolareggiati (che comunque sono ampiamente previsti). E quindi in pieno svolgimento la corsa a presentare alla commissione edilizia il proprio progetto con la speranza che la soglia massima dei 4 mila e passa metri quadri non sia già andata esaurita. Certo è singolare che al burocrazia urbanistica suddivida queste volumetrie tra progetti di riqualificazione e di presidio ambientale. Lidea originale era quella di preservare lambiente con minimi interventi e consentire ai contadini di costruire in funzione delle loro attività: oggi presidio e riqualificazione sono pura edilizia residenziale. Anche per questi motivi, e poi ipotizzando tutta una serie di abusi veri e propri, Italia Nostra e altri privati cittadini (rappresentati dallavvocato Pietro Bogliolo) avevano presentato esposti alla procura di Genova. E contro il puc si è anche in attesa delle sentenze del Tar cui si è rivolta Italia Nostra affidandosi agli avvocati Giuseppe Pericu, Carlo e Raniero Raggi, e Francesco Turrini Dertenois. «Non si comprende - scrivevano i legali - come Provincia, Regione e Comune, abbiano permesso la localizzazione delle edificazioni in una meravigliosa cornice naturalistica... in un quadro dinsieme che non dovrebbe essere svenduto in unottica di speculazione edilizia». Lindagine della procura esaminerà, però, anche le grandi lottizzazioni previste dal Puc e sulle quali la Soprintendenza aveva espresso più volte il proprio parere - inascoltato - negativo. Ad esempio i piani norma (quelli che regolamentano le operazioni più importanti) dellex area artigianale dellIml, il piazzale del parcheggiò Coop, via Speroni, la zona a mare con i silos, e ancora il ponte medievale di San Rocco, soggetto ad un intervento pesantemente criticato dalla Soprintendenza. Un intervento contro il Puc era arrivato anche dallex ministro dei beni culturali Giovanna Melandri - probabile candidata del Pd nel collegio genovese alle prossime elezioni - che si era scagliata contro le «decisioni che danneggiano il territorio». Nessuna presa di posizione ufficiale su Recco, invece, per il suo successore, il vicepremier Francesco Rutelli, nonostante al puc avesse dedicato un articolato paragrafo del suo dossier il Soprintendente Giorgio Rossini.