Si profila come un museo sempre più completo, il civico di S. Caterina. I lavori di ristrutturazione, infatti, sono cominciati negli anni '80 e da allora ad oggi l'allestimento si è arricchito sia per dotazione che per tipologia di offerta al pubblico. Si è partiti con la galleria d'arte antica che ha raccolto pezzi di epoca medievale, ma anche dal '400 al '700, per aprire una piccola sala sull'arte moderna con esempi di scultura novecentesca come quelli del trevigiano Arturo Martini. La sezione archeologica, inoltre, ripercorre le tappe evolutive del territorio veneto e in particolare della città di Treviso. S. ORSOLA -Quest'estate, poi, sarà possibile ammirare di nuovo il ciclo di S. Orsola, di Tomaso da Modena, testo fondamentale dell'arte figurativa trecentesca. Infatti, grazie alla riapertura della chiesa, il pubblico potrà godere della visione di questi dipinti che saranno restaurati senza impedire le visite, anzi diventandone un elemento integrante. GUIDE -Chi si trovasse oggi a visitare il museo di S. Caterina, potrà usufruire del supporto delle guide o seguire l'itinerario da solo, avvalendosi dei molteplici supporti e didascalie che rendono possibile una fruizione autonoma. Non vi è poi paura di perdersi nello snodo delle sale, perché basta seguire le indicazioni della dea Reitia, disegnata lungo le pareti, che guida il pubblico verso il percorso corretto. Le quattordici sale visitabili partono con la descrizione della vita nel Paleolitico e nel Mesolitico e con l'esposizione dei manufatti ritrovati nelle Prealpi trevigiane e nella pianura, per passare al racconto degli ultimi cacciatori e raccoglitori del Mesolitico con la possibilità di osservare, ad esempio, punte e raschiatoi, ritrovati nelle risorgive del Sile. Il percorso continua, poi, con la proposta delle prime comunità di agricoltori e allevatori e l'acquisizione della metallurgia con manufatti in rame e bronzo. Dalle offerte votive in bronzo, come i dischi di Montebelluna, ci si avvicina sempre più alla realtà locale con l'esposizione del braciere ritrovato negli anni '90 a piazza S. Pio X o come la vicina tavola focolare. Il passo viene, quindi, ceduto all'epoca romana con gli arredi e i mosaici tra cui quello di Corso del Popolo nel quale sono visibili anche dei delfini.Per chi volesse fare un salto nella realtà a noi più vicina, è possibile visitare la Pinacoteca che si propone anche come Galleria d'arte. IN FUTURO -Nel futuro di S. Caterina si intrecciano anche le idee e le proposte che coinvolgono altre importanti sedi della cultura cittadina, come il vecchio museo Bailo e Ca' da Noal. Il primo, infatti, dovrebbe diventare la sede dell'arte tra '800 e '900, ospitando anche una prestigiosa collezione, come quella dei manifesti di grafica pubblicitaria Nando Salce, che conta quasi 30.000 pezzi che coprono il periodo dei primi anni cinquanta del novecento. Ca' da Noal, invece, diverrà il luogo deputato ad ospitare le arti applicate: ceramiche, mobili, ferri battuti e quant'altro. Basta osservare una piantina di Treviso per capire che il triangolo formato da queste tre sedi si dipanerà lungo un itinerario che si intreccia anche con la parte artistica di Treviso. ORARI -Il museo è attualmente aperto tutti i giorni, esclusi i lunedì, dalle 9 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18. Il biglietto costa 3 euro, mentre i ridotti 2. Chi volesse maggiori informazioni può contattare il numero 0422 544864.