Per l'architetto Codello bisognava prevedere una fase sperimentale, da cui poter tornare indietro. E per la Piazza tre anni di lavori (Pl.T.) La fondazione dei musei civici non entusiasma la soprintendente Renata Codello. Mentre ci vorranno ben più di tre anni per il restauro completo di piazza San Marco. Durante lo spritz offerto alla Codello dalla Confartigianato, si è spaziato su temi cruciali per la città, ricordando che la soprintendenza con 6 architetti ha la responsabilità di un territorio come Venezia che ha lo stesso numero di monumenti dell'intera Lombardia. E sull'ipotesi della fondazione per i musei civici, pur precisando che si tratta di un settore che non è di competenza della Soprintendenza, la Codello ha espresso dubbi e lanciato spunti di riflessione. «I musei civici funzionano molto bene già adesso - ha detto l'architetto - e se si vuole rinnovare la loro organizzazione bisogna avere ben chiaro dove si vuole arrivare». Ha escluso la validità di esempi stranieri. «I musei italiani sono tra i migliori al mondo non solo per la loro qualità, ma anche per il loro funzionamento. E Palazzo Ducale, per fare un esempio, che conta gli stessi visitatori degli Uffizi, certamente non deve prendere esempio da nessun altro museo al mondo». Altro nodo cruciale è quello del rapporto con il privato: «Non è vero che il privato funziona meglio del pubblico e un esempio è la Fiat che, finita l'epoca delle sue vacche grasse, ha ceduto palazzo Grassi senza troppo preoccuparsi del suo destino. Il privato quindi può entrare nella gestione, ma a condizione che sia permanentemente garantita l'offerta pubblica». Insomma, squadra che vince non si cambia, a meno che «non cambi il campionato e passiamo da una competizione nazionale a una internazionale, dove forse la squadra ha bisogno di qualche rinforzo». Ma con estrema attenzione, raccomanda la soprintendente. «Da privato cittadino, e non da istituzione in quanto non sono competente sulla materia - precisa - penso possa essere una buona idea che le innovazioni venissero lanciate a livello sperimentale, sempre che si possa tornare indietro se c'è qualcosa che non va e che non diventi un provvisorio all'italiana, assolutamente definitivo». Mentre la soprintendente considera ottimistico un tempo di tre anni per la conclusione dei restauri in piazza San Marco sulla quale, ricorda, «era da 40 anni che non si interveniva in maniera profonda». Ma, in compenso, il loro svolgimento in piccoli lotti eviterà disagi alla fruizione dei monumenti e agli interessi degli esercenti dell'area marciana. Mentre, in tema di monumentalità minore, l'architetto ha ricordato come anche piazzale Roma abbia i suoi monumenti vincolati e la realizzazione del people mover può essere un'occasione straordinaria per risistemare l'intera area.
VENEZIA - FONDAZIONE DEI MUSEI CIVICI Non è vero che il privato funziona meglio del pubblico
La soprintendente Renata Codello ha espresso dubbi sulla fondazione dei musei civici a Venezia, considerandoli un settore non di competenza della Soprintendenza. Ha anche escluso l'idea di prendere esempi da musei stranieri, considerando che i musei italiani sono tra i migliori al mondo per la loro qualità e funzionamento. Ha invece sostenuto l'idea di permettere al privato di entrare nella gestione dei musei, ma con la condizione che sia garantita l'offerta pubblica. Ha anche parlato della necessità di innovare, ma con cautela, evitando di creare provvisori che diventino definitivi.
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