Insegue Hong Kong sostenuta dalle collezioni di Credit Suisse e JP Morgan Chase Siamo ancora agli inizi, ma gli addetti al settore sembrano concordare sulle innegabili potenzialità del mercato dell'arte moderna e contemporanea araba e iraniana e si aspettano che dopo Russia, Cina e India, gli Emirati Arabi diventino la prossima grande potenza in questo settore. L'emergere di Dubai, il secondo più grande dei sette Emirati Arabi, come uno dei maggiori centri del mercato dell'arte mondiale, sembra inevitabile. «Dubai potrebbe divenire il fulcro per l'Asia dell'Ovest come Hong Kong lo è per l'Asia dell'Est» afferma William Lawrie, specialista di arte moderna e contemporanea araba e iraniana di Christie's. 1 vantaggi: una posizione geografica strategica che permette un facile accesso a collezionisti dalla Russia, Asia centrale ed Europa, il clima, il tax free status e una popolazione multiculturale: più dell'80 dei residenti sono expatriates. Nella prima edizione di Gulf Art Fair 2007 il Difc (Dubai International Financial Centre espressione degli Emirati Arabi) incassò 500mila tra biglietti e asta benefica per promuovere la Prince's Drawing School e la Al Madad Foundation per Start. La fiera attirò 9mila visitatori (1.500 provenienti da oltre Mare Arabico) per un giro d'affari stimato 9-11milioni di tra le 41 gallerie partecipanti. In questa seconda edizione parteciperà J.P.Morgan Chase esponendo nell'Emperor's Hall la sua collezione corporate con 70 opere d'arte: da Warhol, Lichtenstein e Basquiat a Zaha Hadid, Jenny Holzer, Cindy Shertnan e Jeff Koons, compreso il progetto di Cristo per «The Mastaba of Abu Dhabi». E anche il Credit Suisse presenta «Arte Entrepreneurship» con performance, sculture, istallazione e fotografia di 19 artisti - tra cui Jiten Thukral, Sumir Tagra, Latifa Echakhch, e Mamiko Otsubo e Plamen Dejanoff - provenienti da 16 paesi. La collezione, dopo ArtDubai, verrà esposta a New York e Londra, dove verrà battuta a novembre da Phillips de Pury C: il 50 dell'incasso andrà agli artisti e l'altra metà in beneficenza (all'organizzazione non profit «Room to Read»). Insomma, soprattutto il mondo della finanza è attento a Dubai. Negli ultimi anni, l'aumento dei prezzi del petrolio e l'eccesso di liquidità ha favorito l'arte come investimento alternativo; il boom immobiliare poi qui ha incrementato la richiesta di opere. E se meno di dieci anni fa a Dubai si trovavano per lo più acquerelli con paesaggi raffiguranti il deserto per i turisti, oggi la scena artistica è ben più vibrante. La città annovera importanti case d'asta e numerose gallerie contemporanee, tra cui The Third Space, Gallery 76, B21 Prospettive Art Gallery. I collezionisti di Dubai, emirati, iraniani, indiani, arabi o europei sono per lo più privati e preferiscono comprare arte regionale. Il prezzo più alto per l'opera di un artista arabo è 657mila , pagato per il Polittico di nove pannelli dell'artista egiziano Ahmed Moustafa da Christie's il 31 ottobre scorso. Tra gli artisti più ricercati ci sono gli iraniani Farhad Moshiri, Charles Hossein Zenderoudi, Sedaghat Jabbari e Parviz Tanavoli, i siriani Fateh Moudarres e Louay Kayyali, il pittore libanese Hafic Abboud e Abdul Kadir Al-Rais degli Emirati Arabi. A Dubai non si compra solo arte moderna e contemporanea araba e iraniana, ma anche artisti contemporanei indiani e affermati artisti occidentali di fine XX e inizi XXI secolo. Sono invece pochi i giovani artisti locali, la maggior parte viene da Egitto, Libano e Giordania e un gran numero di questi artisti sono ancora sconosciuti al di fuori del Medio Oriente. Tuttavia per decollare come piazza internazionale Dubai dovrà affrontare i problemi legati alla censura e alla mancanza di programmi di finanziamento pubblico per i progetti artistici locali. Saatchi parlerà arabo Il collezionista Charles Saatchi sta considerando l'apertura di una galleria negli Emirati Arabi e sta trattando con potenziali investitori in Dubai e nel Golfo per la creazione di una versione in arabo di Saatchi Online. La nuova patnership potrebbe comportare la commercializzazione del sito, oggi gratuito, con la richiesta di una commissione sulle vendite e l'inserimento di pubblicità. La traduzione in arabo faciliterebbe la promozione di artisti locali in un momento di forte espansione del mercato dell'arte contemporanea negli Emirati Arabi. Dopo l'interesse per gli Young British Artist, negli ultimi anni Saatchi ha concentrato le sue acquisizioni su artisti contemporanei americani, tedeschi, cinesi e anche indiani.