Basso profilo. Il sindaco di Mazara del Vallo minaccia di incatenarsi al Satiro e annuncia querele? Il Centro di Palazzo Te non si scompone e affida la risposta a una pagina scritta. Una ricostruzione densa di dettagli, con i verbi declinati al condizionale (passato). Quasi che la partita fosse data ormai per chiusa. Persa. Invece la parola fine deve essere ancora scritta: la data da segnare in agenda è il 5 marzo. Mercoledì prossimo il presidente del Centro di Palazzo Te, Enrico Voceri, volerà a Palermo per incontrare Nicola Leanza, detto Lino, già assessore regionale ai beni culturali e vice di Totò Cuffaro, del quale ha preso il posto dopo le dimissioni. Con lui ci saranno anche il sindaco di Mazara, Giorgio Macaddino, e l'associazione degli albergatori di Trapani. L'ultima parola spetta a Leanza, il Satiro appartiene alla Regione Sicilia. E l'autorizzazione al prestito per la mostra "La Forza del Bello" non è stata ancora data. Almeno, non ufficialmente. La conferma arriva dal portavoce dell'assessore. Basso profilo e professione di ottimismo. Come a dire, il Satiro non viene? Pazienza, la mostra sopravviverà. Tanto più che nel frattempo il numero delle opere è cresciuto. Anche in prestigio: tra gli ultimi prestiti concessi, quello del Torso del Doriforo in basalto verde esposto agli Uffizi di Firenze. Non sarebbe una tragedia, ma qualche fastidio lo creerebbe: F immagine del Satiro è stata scelta come logo della mostra sul sito internet (www.laforzadelbello.it) e campeggia su tutte le brochure. Tanto che il sindaco di Mazara, dove la scultura è di casa, ha annunciato querela per danni. Dando ormai per certo che da marzo a luglio l'opera sarà a Mantova, molti turisti avrebbero già disdetto vacanze e prenotazioni. Così racconta Macaddino, spalleggiato dagli albergatori di Trapani già sul piede di guerra. Ecco allora la replica del Centro Te, che nelle prime righe riferisce di lavorare all'organizzazione della mostra da oltre un anno. «Le richieste delle opere ai musei prestatori risalgono infatti al maggio 2007 recita la nota scritta . Da quel momento, considerata la rilevanza scientifica del Satiro Danzante per la completezza del progetto espositivo, abbiamo speso tempo, energie e passione per poter ospitare la splendida opera nella nostra Città. Ciò è avvenuto in diverse fasi». Elencate con precisione: «Inizialmente, come è nostra consuetudine, abbiamo interpellato l'organo competente della sicurezza delle opere, la Soprintendenza. Ci è sembrato doveroso avere un parere attendibile sulla fattibilità tecnica dell'operazione. Si è poi instaurato un dialogo con il "proprietario" dell'opera, la Regione Siciliana e il relativo Assessorato ai beni culturali, ambientali e pubblica istruzione. La collaborazione con le istituzioni siciliane è stata fattiva. Il desiderio degli amministratori mantovani e siciliani, accomunati dalla volontà di promuovere i rispettivi territori, ha fatto germinare un'intesa sincera, trasformatasi in concrete proposte di promozione culturale e progettualità condivisa». Come già anticipato dalla Gazzetta, l'accordo prevede che la mostra mantovana sia «il prodromo di una seconda esposizione da organizzarsi nel 20092010 in terra siciliana, con l'intento di valorizzare il meraviglioso e poco conosciuto patrimonio artistico dell'Isola. Il Centro di Palazzo Te si è reso disponibile a curare tutti gli aspetti organizzativi della mostra, offrendo le competenze sviluppate in questi anni». Tornando al Satiro, «il Centro Te, dopo aver effettuato un sopralluogo nella Chiesa di Sant'Egidio, dimora attuale della scultura, ha riscontrato una evidente inadeguatezza dell'allestimento museografico dell'opera. L'impianto microclimatico è inesistente, l'opera è supportata da una modesta struttura e l'impianto illuminotecnico insufficiente. A tal proposito, il Centro Te ha proposto di realizzare un progetto di riqualificazione allestitiva per garantire all'opera le migliori condizioni di conservazione e evidenziarne la bellezza. Per effettuare i lavori è quindi indispensabile lo spostamento della scultura che dovrebbe coincidere con la presenza del Satiro all'esposizione di Palazzo Te. Al ritorno in Sicilia, l'opera sarà ricollocata nella sede rinnovata e contestualmente saranno promossi eventi collaterali tendenti alla promozione dela Città di Mazara e del capolavoro che la contraddistingue». È a questo punto che il ricorso al condizionale si fa più insistito: «Sembrava, insomma, che si fosse trovato un accordo più che ragionevole, in grado di soddisfare tutti gli interlocutori interessati. Il Satiro e le opere della Regione Sicilia alla mostra di Mantova avrebbero goduto di una promozione sicura e la mostra del 2009 in Sicilia ne avrebbe protratto la celebrità. La Città di Mazara, inoltre, avrebbe potuto disporre di una nuova sede finalmente adeguata per mostrare la scultura. Certo è che non vi è investimento senza sacrificio. I1 buon senso e l'interesse collettivo speravamo potessero superare i partico-larismi che spesso dominano le dinamiche turistiche. Siamo particolarmente dispiaciuti per l'accaduto e ci auguriamo che gli sforzi e le intese intercorse non vengano vanificati da parole rimbalzate con fragore sui quotidiani». Riuscirà il presidente Voceri a convincere anche gli albergatori di Trapani?