L'indiscrezione di giovedì sera ieri ha trovato una conferma ufficiale: i lavori per la realizzazione della metro B1 (piazza Bologna - piazzale Jonio) sono finiti nel mirino dell'Ue. La Commissione europea - secondo quanto affermato dal Oliver Drewes, portavoce del commissario al Mercato Interno, Charlie McCreevy - ha deciso di aprire una procedura di infrazione contro l'Italia per i criteri utilizzati nell'assegnazione delle gare di appalto. Da Bruxelles è stata già recapitata a Roma una lettera di messa in mora, in cui si contesterebbero alcune violazioni delle norme comunitarie che regolano il mercato unico europeo, e si chiedono chiarimenti sui criteri seguiti nell'assegnazione degli appalti in questione. «Sembra che le condizioni previste nel contratto del 2004 siano state modificate in corso d'opera -ha spiegato Drewes -. Si tratta di modifiche essenziali, che potrebbero essere contrarie alle norme Ue. In particolare ci sono stati dei lavori supplementari, inizialmente non previsti, per un importo significativo». In questi casi la procedura prevede in prima istanza la lettera di messa in mora. Quindi l'Italia avrà due mesi per rispondere alla contestazione di Bruxelles e, qualora non lo facesse, rischierebbe il deferimento davanti alla Corte Europea di giustizia con possibilità di sanzioni. «Il Governo e il Comune di Roma non perdano tempo - commenta il presidente degli eurodeputati di Forza Italia, Antonio Tajani -, evitando risposte burocratiche ed evasive alla Commissione europea. Ogni ritardo e ogni tentativo di alzare cortine fumogene non farebbero altro che danneggiare ancora di più le già compromesse immagini dell'Italia e di Roma in Europa». Sul fronte Metro C, dopo la calda giornata che ha visto la denuncia di Italia Nostra circa lo stop dei lavori nella tratta centrale decretato dalla Soprintendenza (nonostante le smentite di rito), ieri hanno fatto discutere le dichiarazioni di Stefano De Caro (direttore generale dei Beni archeologici del ministero per i Beni culturali), secondo cui «l'approvazione dei progetti definitivi porterà all'inevitabile distruzione di ampie porzioni del tessuto archeologico della città antica». «Ora assisteremo allo scandalo supremo - tuona il presidente della onlus, Carlo Ripa di Mea-na -, Sarà un funzionario del ministero a decretare che la storia di Roma venga polverizzata. Chiedo ai candidati premier Silvio Berlusconi, Walter Veltroni, Pierferdinando Casini e Fausto Bertinotti, nonché ai candidati sindaci, Francesco Rutelli, Gianni Alemanno, Francesco Storace e Luciano Cioccherà, di prendersi le loro responsabilità e di esprimersi sull'argomento». «La metropolitana a Roma, storia infinita - chiude in serata il candidato vicesindaco del Pdl, Mauro Cutrufo -. L'unica soluzione è la nomina di un vero commissario straordinario per l'emergenza mobilità con pieni poteri e una rilevante autonomia».