Scavi. Italia Nostra accusa Metro C, la replica di Italia Nostra è ancor più furente. «E ora assisteremo allo scandalo supremo - ha dichiarato ieri il presidente dell'associazione, Carlo Ripa di Meana -. Sarà un funzionario del ministero, il direttore generale dei beni archeologici Stefano De Caro a decretare che la storia di Roma venga polverizzata». Italia Nostra dopo aver appreso che l'ultima parola sulle opere relative al tracciato della nuova linea nel suo tratto cruciale del centro città sono dell'archeologo De Caro e che il suo orientamento è di dire sì alla prosecuzione dei lavori, chiama ora in causa i candidati premier e i candidati sindaci di Roma. «Chiedo loro di prendersi le loro responsabilità e di esprimersi sull'argomento», ha dichiarato Ripa De Meana. Gli ha risposto ieri l'assessore alla cultura Silvio Di Francia. «Parlare di polverizzazione - ha detto l'assessore - è un assurdo. Roma è la storia, ma è anche una grande metropoli che ha bisogno di andare avanti, di non restare ancorata al passato, di svilupparsi anche garantendo un trasporto tecnologico ai suoi cittadini e ai milioni di turisti che ogni anno la visitano». Caustico il consigliere comunale Enzo Foschi (Pd) che ha rimproverato all'esponente ambientalista di aver trattato De Caro come un semplice «funzionario». Intanto il soprintendente archeologico Angelo Bottini spiega: «Noi abbiamo chiesto al ministero di decidere sul merito delle opere. Non abbiamo nulla da nascondere. E là sotto non ci sono chissà quali monumenti e tesori che teniamo celati. C'è solo una grande stratigrafia che è quella di Roma. Ma per essere chiari offriamo il massimo di trasparenza: siamo pronti a far vedere la situazione che c'è in qualunque momento». Da Bruxelles, infine, la Commissione Europea ha confermato ieri l'apertura di una procedura d'infrazione sulla metro Bi: le condizioni del contratto del 2004 sarebbero state modificate in corso d'opera.