IL CASO In tanti chiedono che cosa ne sarà -------------------------------------------------------------------------------- «Che cosa ne sarà di quel tempietto, di quella vecchia cappella gentilizia della famiglia Rodocanacchi? Me lo chiedono in tanti, me lo domando anch'io», osserva monsignor Giampiero Taddei, parroco al Santuario di Cigoli. L'edificio, che si trova in via Cavane, località La Catena, vicino a un magazzinodeposito, affascina immediatamente per quelle quattro colonne esterne da tempio greco. Accanto, c'è lo stoccaggio di un'impresa privata, che arriva nei pressi della storica costruzione. Ma i danni li hanno causati le intemperie e l'incuria. La porta di legno è sfondata, gli scalini all'esterno sono disastrati, all'interno il pavimento è in parte sconnesso. Entrando, c'è più scuro, e sulla parete la croce è sagomata forando le pietre, pertanto la luce di fuori entra naturale e suggestiva fino al pavimento che ha un mosaico colorato. All'esterno c'è un filare di cipressi, che richiama il rispetto al camposanto. La cappella. Pur essendo in grave stato di conservazione e abbandono, è un'opera di architettura di una certa importanza. «La cappella faceva parte di una fattoria - continua il sacerdote - insieme alla villa e al parco. Dal dopoguerra in poi, la proprietà è stata suddivisa. Quando fu sconsacrata, c'erano delle tombe, furono tolte e i resti inumati. Gli affreschi sul soffitto sono pressoché perduti a causa delle infiltrazioni. Sul pavimento, c'è una grata, in ghisa, per l'ossario». 130 anni fa. Un'esperta, la professoressa Silvia Biagioni, racconta: «Non molti anni fa, prima che la cappella fosse sconsacrata, le persone del luogo la frequentavano in occasione della celebrazione della messa, oppure per onorare i morti. E tuttora la ricordano come la cappella Rodocanacchi, dal nome della famiglia. In effetti - aggiunge - c'è una lapide, guardando l'altare, dietro, a sinistra, dedicata ad Amalia Rodocanacchi, morta di anni 61, l'ottavo giorno di aprile 1868. Età e data sono in numeri romani. E' probabile che la cappella risalga a non molto più tardi di quell'anno». Importanza storica. Poiché il tempietto ha un'importanza storica, oltre che di tipo artistico-architettonico (riconducibile ad uno stile neoclassico), sarebbe auspicabile che venisse recuperato da un'istituzione. «Se la cappella sia stata rivista, su precedenti costruzioni, non è dato di saperlo - prosegue Biagioni - tuttavia l'epitaffio "Alla madre diletta Paolo e Giannina inconsolabili posero questo monumento" induce a pensare che i figli si riferissero proprio alla cappella, edificio funebre fatto costruire per la morte di Amalia Rodocanacchi». La fuga dei greci. Dei Rodonacchi, arrivati in Italia dalla Grecia dopo il 1822, e certamente stabilitisi a Livorno, c'è nel tempietto-cappella lo stemma di famiglia, molto danneggiato ma leggibile quasi interamente. Come finirono a San Miniato? Chissà. Il mistero. Poteva mancare un alone di mistero, in un posto come questo? «C'è qualcosa che non si spiega scientificamente - fa osservare il geometra Riccardo Nieri, ex consigliere comunale - sul tetto del tempietto c'è un ulivo. Ebbene, gli ulivi non nascono da sé, devono essere piantati. La famiglia ha origini greche, e l'ulivo è la pianta tipica di quella nazione. Chi l'ha piantato a quell'altezza di cinque metri? Un po' di verde, come se la natura portasse a questo luogo più rispetto delle persone».
SAN MINIATO.Quel tempietto nel degrado. Era la cappella di una famiglia giunta dalla Grecia
Un'antica cappella gentilizia della famiglia Rodocanacchi, situata a Cigoli, vicino a Livorno, è stata abbandonata e danneggiata dalle intemperie e dall'incuria. La cappella, con quattro colonne esterne da tempio greco, ha un pavimento con un mosaico colorato e un affresco sul soffitto che è stato danneggiato dalle infiltrazioni. La cappella è stata sconsacrata e le tombe sono state tolte, ma ci sono ancora alcuni elementi che la rendono importante, come la lapide dedicata ad Amalia Rodocanacchi, morta nel 1868. La cappella ha un'importanza storica e artistica-architettonica, e sarebbe auspicabile che venisse recuperata da un'istituzione.
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