Oltre 75 milioni stanziati nel 2002 a sostegno di beni culturali, musei, teatro e arti visive, in Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta. Un impegno documentato dal Terzo rapporto sulle Fondazioni italiane, realizzato dal Centro di documentazione sulle Fondazioni, in collaborazione con il Giornale dell'Arte e la Fondazione "Giovanni Agnelli". Sono state censite 152 fondazioni in Italia, 31 nel Nord-Ovest. Le quattro fondazioni liguri hanno speso nel 2002 oltre 6,79 milioni. La parte del leone spetta alla Fondazione Cassa di risparmio di Genova e Imperia, con 6,72 milioni, grazie ai quali, anche in vista del 2004, anno in cui Genova sarà Capitale europea della cultura, sono stati restaurati il teatro Salvini di Pieve di Teco, Palazzo Stella a Triora e la chiesa di San Giorgio di Bavari. Con 2,8 milioni sono stati avviati i lavori per il Polo museale ai Parchi di Nervi, mentre 2,2 milioni sono stati stanziati per la mostra internazionale dedicata a Rubens, in programma al Palazzo Ducale di Genova dal prossimo marzo. Nel 2002, grazie ai finanziamenti della Fondazione, sono stati anche portati a compimento i restauri della Chiesa di Sant'Andrea di Foggia a Rapallo e la ristrutturazione del Centro di restauro lapideo del Cimitero monumentale di Staglieno. Quasi 69 milioni sono invece piovuti su Piemonte e Valle d'Aosta. Quest'ultima non ha fondazioni sul territorio, ma alcune delle 27 piemontesi hanno promosso interventi anche nella regione confinante, come nel caso del Castello Gamba di Chatillon, restaurato grazie all'intervento della Fondazione Cassa di risparmio di Torino. Anche in Piemonte sono le Fondazioni di origine bancaria a guidare la classifica delle spese per i beni culturali: 24 milioni per la Fondazione Cassa di risparmio di Torino (oltre ai 3,48 milioni stanziati dalla Fondazione per l'Arte moderna e contemporanea Crt), 21 per la Compagnia di San Paolo, oltre 7 milioni per la Fondazione Cassa di risparmio di Cuneo, 2,76 milioni per quella di Alessandria, 1,25 per quella di Asti. Uno sforzo finanziario imponente, dunque, che ha permesso il restauro di beni culturali dal Duomo di Alessandria allo storico Grand Hotel Nuove Terme di Acqui, dal chiostro della medievale Abbazia di Vezzolano, in provincia di Asti, al Teatro sociale di Biella, dalla nuova Università del Gusto di Pollenzo, nel Cuneese, a Villa della Regina di Torino, dal Forte di Fenestrelle alla chiesa della Confraternita di Sant'Anna a Vercelli e il sostegno continuo alle grandi istituzioni piemontesi come il Teatro Regio e lo Stabile, il Museo nazionale del cinema e quello egizio, oltre all'allestimento di mostre di respiro internazionale. «Il rapporto evidenzia il ruolo crescente delle Fondazioni nel sostegno alla cultura commenta Marco Demarie, presidente del Centro di documentazione e direttore della Fondazione Agnelli tanto da poter affermare che si sta ormai delineando un vero e proprio sistema delle fondazioni. Quelle di origine bancaria, nei primi anni, hanno investito molto in cultura e ora, pur diversificando, non hanno diminuito la loro quota. La Fondazione si sta affermando anche come modello gestionale nel settore pubblico, e la nascita della Fondazione Torino musei e di quella del Museo egizio lo conferma». Prendendo in esame i dati del rapporto, Demarie lancia una proposta concreta: «Spesso le Fondazioni, in particolare quelle di diritto civile, sono sotto patrimonializzate e, in considerazione della loro attività di interesse collettivo, si potrebbe pensare a regimi fiscali più favorevoli, dalla riduzione dell'Iva all'esclusione dall'Ici. Oltre ad estendere anche alle persone fisiche la possibilità, oggi ammessa solo per le imprese, di dedurre dal reddito le erogazioni liberali in favore delle stesse fondazioni».
Dalle Fondazioni 76 milioni per l'arte
In Italia, nel 2002, sono state stanziate oltre 75 milioni di euro per la cultura, principalmente per beni culturali, musei, teatri e arti visive. Le fondazioni italiane hanno investito 24 milioni di euro in Piemonte e 21 in Valle d'Aosta. La Fondazione Cassa di risparmio di Genova e Imperia ha speso 6,72 milioni di euro, mentre la Fondazione Cassa di risparmio di Torino ha investito 24 milioni. Le fondazioni liguri hanno speso 6,79 milioni di euro, mentre quelle piemontesi hanno investito 24 milioni di euro. Il rapporto evidenzia il ruolo crescente delle fondazioni nel sostegno alla cultura e la loro attività di interesse collettivo.
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