«Ho sentito i pareri Sono pronto a dare il via libera» Parla il direttore generale del ministero «La metro C si farà. Sto per dare il via libera. Con tutte le cautele necessarie, come mi è stato appena ricordato dal Comitato di settore dei beni archeologici che ho appena interpellato...». Decisione sofferta, per un archeologo di fama, come Stefano De Caro. Il Direttore generale per i beni archeologici del ministero dei Beni culturali, De Caro, ha deciso di dare il via libera ai lavori nel tratto tormentato del centro città. Lo anticipa in questa intervista. De Caro che è subentrato da pochi mesi nel delicato incarico ad Anna Maria Reggiani vanta un lungo passato di custode e valorizzatore di beni archeologici in Campania, come sovrintendente e come «scavatore» in aree prestigiose come Oplontis. Il suo «sì» è il sì di chi sa bene che cosa si può nascondere nel sottosuolo di una città come Roma. Sicuro del suo orientamento? «Certo. E non perché stiamo parlando di Roma. Per me una "taberna" di Roma è importante quanto il "capitolium" di Brescia. Ma qui dobbiamo far fronte a una delle opere più importanti della città capitale...». È a lei che spetta l'ultima parola in questa discussione sul da farsi? Insomma il sì o no alla Metro C dipende dal suo ufficio? «Sì, per quanto riguarda il rinvenimento di beni archeologici la legge prevede così».. Riassumiamo la pratica. Lei ha ricevuto poco tempo fa il rapporto sugli scavi archeologici della Metro C del sovrintendente archeologico di Roma, Angelo Bottini. Che cosa le ha chiesto il sovrintendente? «Il sovrintendente archeologico ha correttamente esposto il quadro delle testimonianze archeologiche emerse durante gli scavi nel settore centrale della metto C. E con correttezza ha chiesto di esprimere una decisione complessiva sul problema, non tanto per questo o quel ritrovamento, ma in generale. Insomma, fermare tutto. Oppure spostare i manufatti, ove possibile. O ancora, demolirli. Com'è noto, infatti, la realizzazione delle stazioni della metto permette una certa flessibilità, mentre quella dei pozzi verticali consente solo dei sì o dei no». E allora? La linea, nel tratto centrale, è interessata dovunque da questi problemi? «Sì, tutta la linea propone gli stessi interrogativi. E a questo punto anch'io, per non dover decidere in solitudine, li ho posti a mia volta al Comitato di settore tecnico-scientifico dei beni archeologici. Che fare in generale? Ho chiesto un responso di valore consultivo, certo, ma molto importante per me. Ricordo che nel comitato siedono col presidente Giuseppe Sassatelli, archeologo dell'università felsinea, i colleghi Andrea Augenti, sempre di Bologna, Mario Torelli dell'università di Perugia e Irene Berlingò...». Che cosa le hanno risposto? «Si sono riuniti quattro giorni fa e hanno espresso un parere favorevole alla prosecuzione dei lavori della linea C. Il loro parere, che mi è stato anticipato verbalmente e che sarà redatto formalmente tra breve, prevede però che si proceda con tutte le cautele necessarie...». Insomma "Adelante, Pedro, con juicio"... «Beh, se volete metterla così...Il fatto è che da questo momento in poi non si può più giocare a rimpiattino con i problemi. Per scendere gli interventi richiedono a questo punto la creazione di paratie stagne, insomma diventano interventi invasivi, i muri che s'incontrano vengono tagliati...Naturalmente d'ora in avanti noi chiederemo sempre di optare per le soluzioni meno distruttive e cercheremo di spostare tutto ciò che si può spostare». Quando renderà ufficiale la sua decisione? «Entro pochi giorni». Non teme sollevazioni e proteste di altri archeologi? «Spero che tutti si facciano guidare dalla ragione e dal senso di reponsabilità».
Roma, Metro C. Verso il si, Stefano De Caro: la linea si farà
Il Direttore generale per i beni archeologici del ministero dei Beni culturali, Stefano De Caro, ha deciso di dare il via libera ai lavori della Metro C a Roma, nonostante i problemi archeologici che si sono verificati durante gli scavi. De Caro ha ricevuto il rapporto sugli scavi archeologici della Metro C dal sovrintendente archeologico di Roma, Angelo Bottini, e ha chiesto una decisione complessiva sul problema. Ha poi chiesto un parere consultivo al Comitato di settore tecnico-scientifico dei beni archeologici, che ha espresso un parere favorevole alla prosecuzione dei lavori, ma con la condizione di procedere con tutte le cautele necessarie.
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