La lettera Italia Nostra rende noto il documento inviato ai Beni culturali La soprintendenza: minacciato il patrimonio archeologico Dopo le indagini archeologiche, il parere della soprintendenza: no a stazioni tra Colosseo e piazza Paoli Conclusa la "fase 1" delle rilevazioni archeologiche, la soprintendenza si esprime sulla tratta centrale della metro C. Non si può fare, spiega. Almeno non secondo il progetto intrapreso da Metropolitane per Roma srl. Alla profondità indicata,con la tecnica scelta, per l'estensione ipotizzata, significherebbe sacrificare (interamente e per sempre) mura, pozzi, condotte, edifici imperiali o tardo repubblicani come pure la tomba di Agricola, sotto via Sora e la domus a 15 metri di profondità di via Cesare Battisti. La salvaguardia del patrimonio fra San Giovanni e corso Vittorio Emanuele, impone alcune modifiche al progetto di Roma Metropolitane srl (in parte già finanziato). La relazione si conclude con un invito alla decisione rivolto al ministero dei Beni culturali (da cui dipende la sovrintendenza stessa) che finora, non si è espresso (benché la relazione sia del 24 gennaio scorso). La soluzione al problema, fra l'altro, potrebbe riguardare l'ex ministro ogni giorno di più, con un curioso paradosso politico: infatti il Rutelli-sindaco potrebbe esigere dal suo successore al ministero, quella decisione che il Rutelli-ministro non ha intrapreso, dilatando i tempi dell'opera. Mentre l'associazione Italia Nostra rende pubblica la relazione della soprintendenza ai Ben archeologici, ecco verificarsi quello che cinque anni fa, era stato previsto con meticolosa puntualità dagli stessi uffici. «E pressoché certo che, in alcuni casi, si incontreranno rilevanti strutture archeologiche... con ampi margini d'incertezza e variazioni del progetto in corso d'opera». Constatazione recente? Non proprio. Sono le parole utilizzate, nel 2003, dal soprintendente Adriano La Regina nel trasmettere il progetto sulle stazioni centrali della metro C, a ministeri e uffici comunali competenti. Ed ecco quello che la stessa soprintendenza, diretta dal nuovo Angelo Bottini, ha appena comunicato a comune di Roma (assessorato alla Mobilità), ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, regione Lazio e Consiglio dei ministri: «L'approvazione dei progetti definitivi si tradurrà nell'avvio dei lavori che porteranno all'inevitabile distruzione di ampie porzioni del tessuto archeologico». Roma si ritrova alle prese con l'amletico «realizzare o conservare?», aggravato dalla presenza di una falda acquifera certificata dalle stesse indagini preliminari. Avendo già incassato una prima vittoria nella battaglia per la trasparenza e l'informazione («Contro di noi anche il difensore civico di Roma»), il presidente Carlo Ripa di Meana, si esprime: «Le dimensioni "giurassiche" di questo progetto e una scelta arrogante e superficiale sulla tecnologia da adottare, hanno prodotto oggi questo risultato. Ora è necessario progettare in modo diverso quanto serve alla città». Un "non possumus" alle scelte di progettazione attuali che non intende alimentare polemiche politiche (benché «una riflessione sulla responsabilità dei maggiori nomi della politica italiana coinvolti è forse opportuna» ammette alla fine Ripa di Meana) né rimettere in discussione la soluzione sotterranea al problema mobilità (e polveri sottili). Italia Nostra si pronuncia per «una nuova valutazione d'impatto ambientale» e una metro C realizzata diversamente, con un know how che (sorpresa) il comune di Roma possiede già in casa propria. Rivela Antonio Tamburrino Consigliere della sezione Roma di Italia Nostra: «Questo è il progetto per una metropolitana di vecchia generazione. Alla ferrovia sotterranea, si preferisce ora il modello dell'"ascensore sotterraneo". Sarebbe sufficiente impiegare il più virtuoso modello torinese. Lo stesso comune di Roma rinnega il modello C nella relazione in merito alla linea D per la quale ha già approvato un project financing». Eppure "C" e "D" appaiono secondari rispetto al fattore "M". Chi, cosa (e soprattutto quando) decideranno al ministero dei Beni culturali.