Le tracce archeologiche di una strada forse di epoca romana sono state scoperte ieri mattina in via Carlo Canepa, a Pietralata. La sorpresa c'è stata ieri mattina alle 10, durante i lavori di scavo eseguiti dagli operai di una ditta esterna dell'Italgas. L'escavatrice ha tracciato un percorso di circa cento metri lungo il quale era prevista la posa di alcune condutture. Durante i lavori, però, gli addetti si sono accorti che sotto la superficie stradale non si vedeva il terreno ma solo una fessura buia, come una finestra sul vuoto. A quel punto sono stati avverti i vigili del fuoco e contemporaneamente anche la Sovrintendenza della capitale. Sul posto è arrivato il dottor Museo, degli uffici archeologici, e sono giunti anche cinque pompieri dal distaccamento Tuscolano 1, coordinati dal capo squadra Andrea Fabi. Uno degli operatori è stato imbracato e calato per circa un metro e mezzo attraverso l'apertura sull'asfalto, a filo della parete di terra. La descrizione dell'ambiente sotterraneo si è rivelata interessante. Il vigile ha potuto vedere un ambiente circolare, di un'area approssimativa di 40 metri quadrati. E poi ha scorto dell'altro: in fondo all'arena illuminata dalla lampada si vedeva un altro pertugio oltre il quale sembrava allungarsi una strada, il cui pavimento era lastricato di grosse pietre. Anche per gli esperti, gli elementi scoperti sono ancora pochi per poter datare l'ambiente e collocarlo magari in epoca romana. I rilievi sono comunque proseguiti fino a tarda mattina. Oggi il dottor Museo dovrebbe dare una prima valutazione del ritrovamento. In questi giorni il sottosuolo di Roma e dintorni regalano diverse sorprese. Proprio pochi giorni fa, un'area cultuale dedicata alla duplice divinità Sole-Luna con culti della luce e della notte è uno dei «misteri» archeologici di Ardeadi trattato in due pubblicazioni scientifiche edite dalla Soprintendenza per i Beni archeologici del Lazio presentati al Museo Nazionale Romano, a Roma. I testi presentano i risultati di 9 anni di scavi diretti dall'archeologo Francesco Di Mario nei principali siti di Ardea.