Botta e risposta tra amministrazione e Famiglia Comasca Scoppia la polemica sulla rinuncia di Palazzo Cernezzi all'esercizio del diritto di prelazione per acquistare l'ex monastero benedettino, poi sede dell'Intendenza di Finanza, nel pieno centro di Como. Ieri la giunta del capoluogo ha infatti ufficialmente deciso di non rilevare il vasto complesso ottocentesco di via Diaz, opportunità che la legge sugli immobili vincolati dalla Soprintendenza offriva all'amministrazione cittadina dopo la vendita all'asta dell'edificio alla società Sicilcase Srl, di Busto Arsizio, per una cifra superiore ai 4 milioni 700mila euro. «Abbiamo deciso di non esercitare la prelazione - ha dichiarato l'assessore al Patrimonio, Enrico Cenetiempo - sia per il costo di partenza decisamente elevato, ancorché congruo per storia e posizione dell'immobile, sia - ha aggiunto l'assessore - perché non avremmo mai potuto permetterci gli onerosissimi lavori di ristrutturazione che serviranno per riconsegnare il complesso alla città». Questa decisione, però, non è andata già al presidente della Famiglia Comasca, Piercesare Bordoli. «Sono profondamente amareggiato e deluso da questo epilogo - ha commentato ieri Bordoli - Ancora una volta la nostra città ha deciso di rinunciare a un'opportunità di sviluppo che non riesco a comprendere. La vicina biblioteca comunale scoppia letteralmente - ha aggiunto - e servirebbero nuovi spazi. Serviva una scelta coraggiosa del Comune per utilizzare parte dell'ex Intendenza di Finanza come sfogo per la struttura. Invece si è scelta la strada delle rinuncia». «Mi auguro - ha concluso Piercesare Bordoli - che almeno il Comune punti a un accordo con la nuova proprietà per ottenere l'utilizzo di un'area della struttura, peraltro in parte ancora della stessa amministrazione, come superficie per l'ampliamento della stessa biblioteca cittadina».