-------------------------------------------------------------------------------- Quella cava di ghiaia tra antiche necropoli etrusche e torri medievali non s'ha da fare, a detta del sindaco di Pomarance Maurizio Maggi. Sulla stessa linea anche l'assessore provinciale all'ambiente Valter Picchi. Eppure nel terreno di uno dei proprietari dei 12 ettari a rischio, 3 settimane fa sono spuntati strani paletti per rilievi trigonometrici. Chi li ha piantati? Per quale ragione? A chi è stato chiesto il permesso? La sorpresa ha messo in allarme non solo i proprietari di aziende agricole. Ma anche tutto il paese che si interroga su quali siano le reali intenzioni del progetto. «Il nostro legale si è messo in moto per capire che cosa stia succedendo», dicono i diretti interessati che hanno trovato la spiacevole incursione sulle proprie terre. Ettari di terreno, oggi metà bosco e metà campi che confinano anche con il parco naturalistico del Castelluccio, già comune di Castelnuovo. «La direttiva regionale prescrive di privilegiare l'ampliamento delle cave esistenti, rispetto all'apertura di nuovi siti di estrazione. E qua da noi non c'è mai stata storicamente una cava», sottolinea Antonella Manfredi, impegnata da sempre nel campo dei beni culturali. Lei, come tutti gli amanti della storia di Lustignano, ben conoscono il valore storico-turistico-archeologico dell'area. Un borgo etrusco, con una grande storia ben più antica ancora tutta da dissotterare. «La Soprintendenza si è dimenticata dei nostri tesori. Le nostre tombe etrusche, la stessa Torraccia mediavale non risultano neppure censite», sottolinea Marco Nati che, tra le altre cose, ha realizzato il sito www.lustignano.it. Proprio da questo paese proviene uno dei reperti paleoantropologici più antichi di tutta la Toscana, il celebre Bisonte di Lustignano, che risale a 15mila anni fa. «Il sito proposto per la cava si trova al centro di una zona archeologica notevolmente ricca e in larga parte non studiata: sulla sponda del Cornia immediatamente di fronte alla progettata cava, si trova una falesia contenente tombe etrusche a colombario», continuano gli abitanti. Così l'antico castello, in totale stato di abbandono, è citato da fonti storiche già nell'882. «Non diciamo no alla cava. Ma occorre trovarle una collocazione idonea», continua Sergio Guarguaglini. Si punta il dito anche contro la viabilità. «Queste strade non potrebbero sopportare un via vai di camion», conclude.