Sant'Angelo dei Lombardi. Dopo essersi meritato lo status di area museale di rilevanza regionale, il Museo dell'opera del Castello degli Imperiale di Sant'Angelo dei Lombardi è oggetto di una serie di progettazioni da parte dei tecnici del Comune altirpino, proprietario del maniero, e della Soprintendenza ai beni artistici di Salerno e Avellino, che prima ne ha curato il restauro e la ristrutturazione ed oggi dirige eventuali interventi. L'obiettivo è quello di renderlo fruibile e funzionale, assieme a tutta la struttura monumentale, per valorizzare del ricco patrimonio e trasformare l'intero sito monumentale in un polo di attrazione storico e culturale del Mezzogiono, insieme alle altre testimonianze storiche dell'area, prima fra tutte il Goleto. Attualmente le teche protette del Museo conservano ceramiche, monete e altri pezzi di grande interesse artistico, che testimoniano della storia antichissima dell'intera area del castello longobardo, all'interno della quale sorge un'interessantissima basilica altomedievale a tre navate e un poderoso donjon normanno che domina la sottostante valle dell'Ofanto. «Stiamo per realizzare un centro di accoglienza e un info-point a disposizione dei turisti e dei visitatori; un efficace e moderno strumento di conoscenza finalizzato non solo a promuovere le molteplici potenzialità dell'area museale, ma anche a preservare la memoria storica del sito monumentale», ci anticipa l'architetto Renato Masullo, che si occupa del museo su delega del Commissario straordinario al Comune di Sant'Angelo, Silvana Tizzano. Contemporaneamente la Soprintendenza sta progettando la realizzazione di una seconda sezione del Museo dell'opera, destinata ad accogliere i numerosi elementi lapidei recuperati dalle macerie del terremoto che nel 1980 distrusse pressoché totalmente il Castello dei principi Imperiale di Sant'Angelo dei Lombardi, che fu sconvolta dal sisma. «Attualmente l'area museale è visitabile solo per appuntamento - dice il presidente della pro loco, Tony Lucido - per cui abbiamo ritenuto opportuno mettere a disposizione dell'amministrazione comunale la competenza e la disponibilità delle operatrici culturali della nostra associazione per favorire una visita del complesso monumentale».