BENI CULTURALI: BONO, SI' ALLE SOCIETA' PUBBLICO-PRIVATE "NIENTE METTE A RISCHIO IL NOSTRO PATRIMONIO" Roma, 27 nov. - (AdnkronosAdnkronos Cultura) - "Il Governo non ha introdotto nessuna norma che metta a rischio di alienazione beni culturali fondamentali per l'identita' nazionale". A sostenerlo e' il sottosegretario per i Beni e le Attivita' Culturali, Nicola Bono che, intervenuto questa mattina a Roma al convegno "Finanziaria 2004, Nuovo Codice dei Beni Culturali e Riforma dei Servizi Pubblici Locali", organizzato da Federculture, ha sottolineato che "il Codice di prossima approvazione conferma l'inalienabilita' di aree archeologiche, di musei, collezioni, archivi e di tutti i beni dichiarati monumenti nazionali. Il gran polverone scatenato - ha continuato Bono - come se all'improvviso il Governo fosse composto da tanti Toto' che vogliono vendere la Fontana di Trevi e' assolutamente ridicolo. L'alienabilita' riguarda solo alcune ristrette categorie di beni e solo su quelle, eventualmente, si applichera' il silenzio-assenso di 120 giorni. A proposito delle modifiche introdotte nella gestione dei servizi pubblici locali - ha precisato il sottosegretario - la riforma, sollecitata dall'Unione Europea, non provochera' alcuna modifica all'attuale sistema e, in particolare, le societa' miste pubblico-private potranno continuare a svolgere tutte le loro attivita'. L'unica modifica, a mio parere doverosa, - ha concluso Bono - sta nell'obbligatorieta' di selezionare i partner privati con il sistema dell'evidenza pubblica. La modifica legislativa introduce misure di maggiore trasparenza e equilibrio nell'assegnazione di pubblici servizi di rilevanza economica, senza deroghe per nessuno".
Bono: sì alle società pubblico-private; niente mette a rischio il nostro patrimonio
Il sottosegretario per i Beni e le Attività Culturali, Nicola Bono, ha affermato che il governo non ha introdotto norme che mettano a rischio la protezione dei beni culturali fondamentali per l'identità nazionale. Bono ha sottolineato che il nuovo codice dei beni culturali conferma l'inalienabilità di aree archeologiche, musei, collezioni e archivi dichiarati monumenti nazionali. Ha anche affermato che l'alienabilità riguarda solo alcune categorie di beni e che il silenzio-assenso di 120 giorni sarà applicato solo su quelle. La riforma della gestione dei servizi pubblici locali, sollecitata dall'Unione Europea, non provocherà alcuna modifica all'attuale sistema.
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