IL PROGETTO della tramvia varca i confini nazionali e giunge nelle sedi dell'Unesco a Parigi, dell'Unione europea a Bruxelles e del Parlamento europeo a Stra-sburgo. Dopo la mobilitazione anti tram giocata in casa, i promotori del referendum hanno deciso insieme al responsabile romano di Italia Nostra, Carlo Ripa di Meana, di rivolgersi alle prestigiose sedi europee per indurre l'amministrazione locale fiorentina ad abbandonare il progetto contestato e trovare altre soluzioni. «Chiederemo un incontro al più presto ai responsabili ha detto Mario Razzanelli in una conferenza stampa a Roma . Siamo convinti che si possano percorrere altre strade di minore impatto e addirittura a un costo inferiore». Oltre al progetto dell'Università, firmato da Tito Arecchi, pronto da metà anni '90, il modello a cui si ispirano i promotori è la metropolitana leggera realizzata a Torino e in cantiere a Brescia; chiedono che piazza del Duomo venga pedonalizzata e che si risparmino i grandi viali ottocenteschi della città. Razzanelli ha poi ribattuto sulla questione del quorum sul referendum: «Lo statuto comunale non lo prevede. In ogni caso abbiamo vinto e se oggi riandassimo a votare otterremmo il 72 per cento». Per Ripa di Meana questa «è una battaglia da vincere». Ha poi aggiunto che il caso di Firenze «va globalizzato», da qui la decisione di investire le sedi europee: «Andremo a chiedere ascolto e una mobilitazione». «Le esperienze di altre città ha aggiunto ci insegnano che non sempre si è così improwisatori e leggeri come a Firenze». IL DOSSIER aggiornato sulla tramvia oltre a essere sottoposto al direttore dell'Unesco di Parigi, Francesco Bandarin, sarà portato in Olanda, all'Aia, sede di Europa Nostra. L'ultima tappa sarà Stra-sburgo, al parlamento europeo, dove sono previsti incontri con la Commissione cultura e trasporti. «In Italia sono tanti i casi simili a quello fiorentino conclude Ripa di Meana e anche altre amministrazioni vanno avanti con i lavori facendo grande sfoggio di arroganza». Il critico d'arte Mina Gregori, tramite un messaggio video, ha fatto sapere che «l'esito del referendum è stato molto positivo. Siccome la questione investe, oltre ai viali anche il centro storico, che deve essere pedonalizzato, l'amministrazione deve tenere conto delle proposte alternative in grado di tutelare l'aspetto artistico e storico della città».
Firenze - La protesta anti tramvia diventa internazionale
Il progetto di costruzione di una ferrovia a Firenze è stato sottoposto alle sedi europee, come l'Unesco, l'Unione europea e il Parlamento europeo, per indurre l'amministrazione locale a ritirare il progetto. I promotori del referendum hanno deciso di rivolgersi alle sedi europee dopo aver ottenuto un risultato positivo nel referendum. Il modello a cui si ispirano è la metropolitana leggera di Torino e Brescia. I promotori chiedono di pedonalizzare piazza del Duomo e di risparmiare i grandi viali ottocenteschi della città. La questione del quorum sul referendum è stata sollevata, ma i promotori sostengono di aver vinto.
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