LE PRIME aste sono già state bandite: una è quella relativa all'alienazione della «Bigattiera» stima 4 milioni di euro , un vecchio complesso colonico a San Piero a Grado che potrà essere restaurato dall'acquirente e trasformato in appartamenti. Un'altra ex casa colonica valore 600mila euro è quella in vendita in via Mariscoglio alle Piagge. Ma si tratta solo di due immobili di un lungo elenco che comprende anche terreni e vecchi cascinali che l'Università è pronta ad alienare perché ritenuti non strategici ai propri compiti istituzionali. A breve, nel giro di poche settimane, saranno definite tutte le singole stime. Molti di questi beni si trovano a Tombolo, nella grande tenuta 1.500 ettari proprietà dell'Università. «Abbiamo scelto spiega il professor Corsini di valorizzare gli edifici funzionali alle attività di ricera e didattica, ma altri almeno una dozzina saranno venduti». Le procedure sono piuttosto complesse anche perché siamo all'interno del Parco e perché tutti i beni saranno alineati tramite asta, ma ci sono numerosi «pezzi» che potrebbero essere interessanti per gli investitori, come diversi edifici che sorgono lungo la via Bigattiera. TRA LE PROCEDURE in corso da segnalare inoltre quella per la cessione di un appartamento a Verona (in comproprietà con l'ateneo di Firenze) e di altri immobili in via Santa Marta (nella parte finale verso le Gondole) che sono oggetto di un lascito e il cui ricavato dovrà essere destinato per volontà testamentaria a istituire borse di studio per gli studenti. EMPRE sul versante dei recuperi, un piano specifico riguarda il piano di ristrutturazione dell'ex sede dei salesiani in via dei Mille e dell'annessa chiesa di Sant'Eufrasia. Nello spazio tra via dei Mille via Santa Maria saranno demolite vecchie aule e costruito un edificio più moderno. Una volta ultimati i lavori, in tutto il complesso troveranno posto il Dipartimento di Scienze storiche del mondo antico che si trasferisce dall'attuale sede di via Santa Maria (oggi è in affitto) e quello di Filologia classica, nonché una sezione della biblioteca di Lingue moderne e la biblioteca di antichistica. «In questo modo osserva ancora il professor Corsini le biblioteche dell'area umanistica potranno disporre, dopo una lunga attesa», di sopazi e strutture adeguate alle loro crescenti necessità».