VARESE - «Se le dicessero che vogliono fare una costruzione di arte contemporanea accanto alla Cappella Sistina che cosa rispenderebbe? ». Certo che no, professore, ma che centra la Cappella Sistina con il Sacro Monte di Varese? «Centra, centra, perché le cappelle del Sacro Monte contengono delle sculture del Seicento che sono la Cappella Sistina dellalta Italia, un patrimonio immenso di volti e stile, che i lombardi purtroppo non hanno ancora valorizzato a sufficienza». Il critico darte Philippe Daverio è appena stato al Sacro Monte per un sopralluogo e si schiera senza appello contro lidea di allungamento della via sacra. Un no secco, alle cinque nuove sculture di arte contemporanea, anche se non intaccano le 14 cappelle, ma sono disposte sul versante opposto della montagna. «I soldi vanno spesi in altro modo, bisogna tutelare la manutenzione delle cappelle, comprare i terreni per evitare che sorgano villini nelle vicinanze, fare strade e parcheggi adeguati». Posizione tradizionalista? «Niente affatto si arrabbia Daverio - e spiego perché. Le pitture contenute nelle cappelle sono manierismo, si ispirano ai precedenti senza eguagliarli e sono daccordo che a Bologna e Roma ve ne siano di migliori. Ma le sculture no, quelle sono state fatte senza riferimenti precedenti, sono capolavori assoluti, originali, non cè nientaltro di simile in Italia. Gli artisti che le realizzarono non divennero famosi perché non ci furono altri sacri monti da realizzare». Daverio è entusiasta della sua visita alle cappelle. «Il Sacro Monte fu realizzato nel corso del 6oo e quelle sculture sono un museo a cielo aperto dove è custodita una sintesi della storia dellarchitettura e della scultura di quel secolo: bisogna valorizzare queste cose, non fare pasticci». E allora come mai i lombardi stanno sottovalutando questo patrimonio? «Perché sono opere della controriforma, e la controriforma non è stata ancora sufficientemente rielaborata nella coscienza critica e storica». Ma professore, non potrebbero convivere le sculture del passato con i grandi artisti dellarte contemporanea? «Non sono grandi artisti - sbotta Daverio - sono prodotti di una scena commerciale newyorkese che sfrutta lItalia per farsi pagare opere e farsi pubblicità. E tutto mercato. Pagarli per quelle robe, è una cosa da provinciali, tipico di un Paese come lItalia che in questo modo sta perdendo lidentità».
Varese - Daverio: Giù le mani dalla Sistina del Nord
Il critico d'arte Philippe Daverio ha visitato il Sacro Monte di Varese e si è espresso contro l'idea di allungare la via sacra con nuove sculture di arte contemporanea. Daverio sostiene che le sculture del Seicento del Sacro Monte sono capolavori assoluti e originali, e che non dovrebbero essere sostituite con opere di arte contemporanea. Secondo Daverio, le sculture del Sacro Monte sono un museo a cielo aperto che custodisce una sintesi della storia dell'architettura e della scultura del 600, e che dovrebbero essere valorizzate e protette.
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