VARESE - Sono vicini di casa (la castellanza di Biumo, sopra Varese), ma lontani col cuore. Il nobile Guglielmo Mozzoni, uomo di cultura e architetto di fama, dice no all idea di cinque nuove cappelle al Sacro Monte sopra Varese, opere di arte contemporanea che andrebbero ad aggiungersi alle 14 già esistenti. E sfida, attraverso una battaglia delle idee, un altro nobile varesino, il conte Giuseppe Panza di Biumo, uno dei più importanti collezionisti darte al mondo, che vorrebbe invece portare in città artisti di fama internazionale per completare in chiave moderna la via sacra ideata all epoca di Federico Borromeo. Battaglia delle idee, ma non solo. Mozzoni, 93 anni, è «nobile, patrizio, milanese, don»; Panza è «conte di Biumo». Il primo dice, con un pizzico di snobismo, che affidare il progetto a un mercante darte non lo rassicura, il secondo, ottantacinquenne, risponde piccato che è tutta invidia perché «Mozzoni è uomo di grandi ambizioni, ma anche frustrazioni». Insomma, un duello tra nobili, che parte dalla collina di Biumo dove - i casi della vita - Panza di Biumo ha donato la sua villa-museo con parte della collezione di arte contemporanea al Fai di Giulia Maria Crespi. Che del rivale Mozzoni è anche consorte. Il progetto fa discutere: prevede cinque nuove sculture di arte contemporanea, ispirate ai misteri della luce, in sostanza episodi del Vangelo e divide nuovisti da tradizionalisti. Tra i primi cè il sindaco di Varese Attilio Fontana («Grande opportunità»), con la benedizione della chiesa locale e della Favorevole Giuseppe Panza Contrario Guglielmo Mozzoni Regione, disponibile a valutare futuri finanziamenti (servono circa 12 milioni di euro). E chi farà le nuove cappelle? Ci penserà il conte Giuseppe Panza di Biumo a trovare gli artisti. Nomi di grido della scena americana e non solo: larchitetto giapponese Tadao Ando, gli statunitensi Robert Irwin, Jim Turrel, Richard Serra, linglese Richard Long, lindiano Hanish Kapoor. «E unidea stupenda - dice Panza di Biumo idealmente perfetta in quel contesto, si prolunga il percorso spirituale del passato proiettandolo nel futuro». Guglielmo Mozzoni è il capofila dei tradizionalisti: «Assurdo, non possiamo rovinare la montagna e affidarla a stranieri, magari anche musulmani, dopo che già negli anni 80 fecero realizzare al marxista Guttuso laffresco di una cappella». E dunque, la parola passi al popolo. Mozzoni propone adesso che il Sacro Monte 2, come una qualsiasi opera urbanistica, sia sottoposta a un referendum cittadino. E Panza che dice? Idea sbagliata, «naturellement»: «Se si chiede a chi non ne sa niente... non ne viene fuori niente. E comunque taglia corto - chiariamo che io non ho interessi, lo faccio solo perché me lha chiesto il sindaco».