CAGLIARI. «Intervenga il ministero», Legambiente informa che è stato riaperto il cantiere dell'impresa Cocco in viale Sant'Avendrace, in prossimità del colle di Tuvixeddu, e informa di aver spedito ieri una lettera al governo di Roma per domandare di bloccare i lavori. Quelle opere erano state fermate un anno fa dalla Regione, assieme a quelle della Coimpresa (in via Is Maglias) e del Comune (per il parco archeologico e la strada dentro il canyon). Ma il Tar ha accolto tutti i ricorsi e annullato l'allargamento del vincolo. La Regione era intervenuta «sulla base del codice Urbani per tutelare il paesaggio di un'area dove sussiste anche la necropoli punico romana più grande del Mediterraneo», ma il tribunale amministrativo regionale ha ravviato molte irregolarità procedurali e cassato tutti i punti qualificanti della delibera del governo dell'isola. E ripristinata la vecchia situazione. Da qui la ripresa dei lavori dell'impresa Cocco. Legambiente, però, denuncia che le opere di viale Sant'Avendrace si trovano «a pochissimi metri da tombe romane di immenso valore storico-culturale. Reperti di inestimabile valore sono di nuovo in pericolo». Si tratta «di un'area di alto valore archeologico; infatti sono chiaramente visibili sul costone delle tombe e cavità d'interesse archeologico. Tra le tante ci preme segnalare una tomba-mausoleo di epoca romana per cui questa associazione già nel 1995 comunicava formalmente alla soprintendenza, il suo ritrovamento». Inoltre nel 1996, l'ente periferico dello Stato pubblicò una scheda preliminare dell'ipogeo, confermando l'importanza archeologica della stessa tomba, nota già nel '700, segnalata dal Canonico Giovanni Spano nel 1861 e da Pier Francesco Elena nel 1868 e pertanto inserendola nei beni da tutelare». Fatte queste premesse Legambiente chiede «che la Regione applichi da subito quanto previsto nella normativa del piano paesaggistico regionale e cioè il divieto di attività edilizie in una fascia di 100 metri da tutte le aree archeologiche. Tale normativa è particolarmente importante e significativa per salvaguardare e mettere in luce l'immenso valore culturale dell'area di Tuvixeddu (1.200 tombe visibili, oltre alle centinaia purtroppo cancellate dall'attività di cava)». Per cui viene domandato «con urgenza il blocco dei lavori poiché anche la recente circolare esplicativa emanata dall'assessorato regionale Urbanistica chiarisce che la fascia di salvaguardia dei 100 metri prevista dalle norme di attuazione del Ppr sono applicabili in presenza di perimetrazione cartografica dei beni identitari definiti dalle stesse norme di attuazione». Infine «il cantiere in questione è, in ogni caso, situato all'interno della fascia dei 100 metri».
Sardegna - Tuvixeddu, intervenga subito il ministro
Il cantiere dell'impresa Cocco in viale Sant'Avendrace a Cagliari è stato riaperto dopo essere stato fermato un anno fa dalla Regione. Il Tar ha annullato l'allargamento del vincolo e la Regione ha ripristinato la vecchia situazione. Legambiente denuncia che le opere si trovano a pochissimi metri da tombe romane di immenso valore storico-culturale. La società chiede il blocco dei lavori e la Regione deve applicare la normativa del piano paesaggistico regionale, che prevede il divieto di attività edilizie in una fascia di 100 metri da tutte le aree archeologiche. Il cantiere è situato all'interno della fascia dei 100 metri.
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