BRUXELLES. L'Italia è ormai a un solo passo dal deferimento alla Corte di giustizia dell'Ue. E ancora una volta è il «caso Is Arenas», tornato prepotentemente alla ribalta, a scatenare imbarazzi istituzionali e polemiche politiche. Bruxelles ha infatti deciso di passare a una marcia superiore nella procedura di infrazione contro l'Italia per non avere protetto importanti siti naturali. La Commissione europea ha infatti inviato all'Italia un parere motivato complementare, che rappresenta l'ultima tappa prima di un eventuale deferimento dell'Italia alla Corte di giustizia dell'Ue. Nel mirino di Bruxelles è la costruzione di un complesso turistico sul litorale protetto a Is Arenas. Per Bruxelles la costruzione di questo villaggio turistico compromette l'integrità di una zona di un elevato interesse ambientale e naturalistico. Is Arenas che negli anni scorsi era diventata il campo di battaglia di una guerra durissima combattuta dalle associazioni ecologiste e la società proprietaria dell'area boscata sulle dune di Narbolia dove voleva realizzare un investimento immobiliare da oltre 220 mila metri cubi di cemento. Ma il caso Is Arenas ha rappresentato anche una delle peggiori figure mai incamerate dall'Italia a Bruxelles. Nel novembre del 2003, infatti, l'allora ministro dell'Ambiente Altero Matteoli aveva cercato di agevolare l'investimento immobiliare con una trovata davvero originale: se erano i vincoli di natura ambientale a frenare i progetti della società Is Arenas srl, allora si poteva risolvere tutto semplicemente cancellando questi vincoli. E così, per la prima (e finora unica) volta nella storia dell'Ue, un governo chiese di cancellare un Sic (Sito di interesse comunitario) perché la situazione ambientale si era deteriorata e quindi l'area non meritava più una protezione giuridica. La risposta di Bruxelles fu uno "schiaffo" istituzionale terribile. La Commissione europea, infatti, utilizzando proprio le argomentazioni con le quali il ministero dell'Ambiente aveva chiesto la cancellazione di Is Arenas dalla mappa dei Sic, aprì un nuovo procedimento di infrazione contro lo Stato italiano. Come dire, quelle argomentazioni erano la prova di una grave inadempienza nel far rispettare le norme comunitarie.