------------------------------------------------------ «I mercatini? Possono essere unottima attrattiva turistica per una città. Ma devono essere adeguati alla bellezza del luogo che li ospita». A parlare è Cristina Acidini, soprintendente al Polo museale. Dottoressa, il ministro Rutelli ha sollecitato la «liberazione» delle piazze storiche dalle bancarelle. Ma a Firenze si parla di un loro ritorno nel centro. «Rutelli con quella circolare invitava i vari soprintendenti cittadini a segnalare le situazioni più critiche dal punto di vista dei mercati e dellabusivismo. In Toscana queste segnalazioni sono state raccolte dal direttore regionale per i Beni Culturali Mario Lolli Ghetti, e le situazioni più critiche sono emerse proprio a Firenze e a Pisa. Poi io non mi occupo di bancarelle, il mio parere è puramente personale». Però si occupa di musei, e lassessore Gori ha ventilato lipotesi di rimettere le bancarelle sul lungarno Archibusieri e sul fondo del piazzale degli Uffizi. «Mi auguro proprio che questo non accadrà. Ci sono già gli abusivi, figuriamoci se ci fossero anche le bancarelle regolari. E poi di recente, in occasione della Borsa Internazionale del Turismo, avevo segnalato proprio gli Uffizi e via Ricasoli come due zone alle quali prestare unattenzione particolare da questo punto di vista». E dei cinque banchi di piazza della Repubblica cosa ne pensa? «Credo che potrebbero essere disposti in maniera migliore, più elegante. E che dovrebbe essere curata maggiormente lofferta delle merci». Si riferisce alle immagini del David su grembiuli e affini? «Mi riferisco a quelle, ma anche alle magliette con i calciatori. Non so cosa sia peggio: si tratta in entrambi i casi di offerte al ribasso. Capisco che bisogna catturare i flussi turistici, però si dovrebbe agire in maniera consona alla bellezza della città. Ho in mente alcuni mercatini del nord Europa, o in Trentino Alto Adige. So che sono esperienze tipiche, non esportabili. Ma è un esempio da seguire perché sono mercati gradevoli, che non disturbano locchio e si adattano alla bellezza di ciò che li circonda».