Il commissario può cambiare il Puc Oggi vertice a Palazzo Chigi con Soru LA MADDALENA. Guido Bertolaso ha il potere di cambiare il piano urbanistico della Maddalena, e anche quello paesaggistico regionale. E' uno degli strumenti che l'ex premier Prodi gli ha affidato per la realizzazione del G8 nell'arcipelago. «Il commissario adotta determinazioni che costituiscono variante alle previsioni dei vigenti strumenti urbanistici» è scritto nell'ordinanza firmata da Palazzo Chigi. Bertolaso, poi, può derogare ad alcune leggi, comprese «quelle regionali strettamente connesse agli interventi previsti dall'ordinanza». E tra questi spicca «la ricettività alberghiera». L'ordinanza, la numero 3629, Prodi l'ha firmata nel mese di novembre del 2007. Per capire qual è la missione affidata a Guido Bertolaso, nominato in quell'occasione commissario straordinario del G8, è decisiva la prima parte. E' quella in cui sono fissati gli interventi da realizzare alla Maddalena, «con urgenza». Ecco quelli della prima fase: «Interventi strutturali e infrastrutturali occorrenti alla celebrazione delle manifestazioni connesse al grande evento». Poi c'è la seconda fase che prevede la «definizione dei relativi aspetti organizzativi, in particolare per quanto riguarda gli aspetti della sicurezza e dell'ordine pubblico, della mobilità, della ricettività alberghiera, dell'accoglienza e dell'assistenza sanitaria». Sono obiettivi che Bertolaso deve raggiungere a tutti i costi, superando anche le leggi urbanistiche regionali, se sarà il caso. Nella prima fase di interventi, potrebbero rientrare i progetti sui beni pubblici. Che sono quelli per la riconversione dell'ex ospedale militare e dell'ex arsenale, oggi in discussione a Roma, palazzo Chigi, nella riunione del "Comitato di coordinamento nazionale". L'aspetto più interessante, e anche più controverso, riguarda invece i poteri che Bertolaso ha sugli interventi della seconda fase. Il commissario si dovrà occupare della "ricettività alberghiera". Alla Maddalena, come ormai è universalmente noto, l'offerta di posti-letto è carente. O, meglio, del tutto inadeguata per un evento che richiamerà nell'isola dalle 20mila alle 30 mila persone. In lista di attesa ci sono una serie di progetti per la costruzione di hotel a 5 stelle. E' il caso, tra gli altri, di Seis spa (580 posti-letto), di Vela Marina srl (122 camere), di Club Med (300 camere). Tutti piani che stanno seguendo l'iter, necessariamente lungo, dell'intesa con la Regione. In un primo incontro tecnico, la giunta di Soru ha ammesso 11 su 22 progetti presentati dal comune della Maddalena. Ma ai "promossi" ha prescritto consistenti tagli volumetrici. Sicché ora i progettisti dovranno rivedere i loro elaborati e rimandarli a Cagliari per il secondo incontro-tecnico, quello che dovrebbe dare il via libera. Tempi che si allungano di molto e che rischiano di mettere in pericolo la costruzionen degli hotel per la data del G8, in programma nel giugno del 2009. Bertolaso potrebbe usare i suoi poteri e saltare così il passaggio dell'intesa? Potrebbe insomma sorpassare le indicazioni di Soru e far partire i cantieri? Sia a Roma che a Cagliari frenano. «I poteri sull'urbanistica dati a Bertolaso sono stati studiati con la Regione» fanno sapere da Cagliari. «Tutti i provvedimenti che Bertolaso ha preso, sta prendendo e prenderà sono concordati con la Regione, un'istituzione con cui il rapporto è strettissimo e leale» spiegano dallo staff del commissario straordinario. Oggi ci sarà la prima verifica dei buoni rapporti tra il commissario Bertolaso e il presidente Soru. Dalle 15, in una sala della presidenza del consiglio, sotto la guida del sottosegretario Enrico Letta, i componenti del "Comitato di coordinamento per il G8", tra cui Bertolaso e Soru appunto, saranno chiamati a prendere le prime decisioni sui progetti e, soprattutto, sulle risorse finanziarie per portarli a compimento. Una discussione, soprattutto sull'ultimo punto, che non si annuncia semplice. Per il G8, la finanziaria nazionale ha stanziato 30 milioni di euro. Ma per il grande evento si stima un investimento che sfiora il centinaio di milioni. I soldi mancanti, secondo un'ipotesi elaborata a Roma, potrebbero essere recuperati dai fondi europei destinati alla Sardegna.