Quanto a fascino e sensualità, la nuda Venere di Urbino degli Uffizi modellata dal pennello di Tiziano nel 1536 circa ha poche rivali al mondo. Presto ammalierà i giapponesi che vedranno lei e altre 76 opere da raccolte pubbliche italiane nella mostra Mito e immagine di una dea al Museo nazionale di Tokyo dal 3 marzo al 18 maggio: lo stesso che nella primavera scorsa ha richiamato [10 milioni di persone (correzione dell'autore)] 800.000 mila persone con una rassegna su Leonardo in cui spiccava l'Adorazione prestata sempre dal museo fiorentino ma contro il parere del direttore della Galleria Antonio Natali e di altri. La Venere ha iniziato il suo viaggio lunedì scorso, ben imballata in un cassone di legno coibentato, con strati ammortizzanti. In cambio del prestito la testata nipponica Yomiurì Shimbun, con la Fondazione Italia Giappone, finanzierà il restauro della magnifica Battaglia di San Romano di Paolo Uccello. Ed è il restauro che ha messo «in deroga» il capolavoro di Tiziano facendolo temporaneamente uscire dall'elenco di 23 opere non prestabili consegnato nell'autunno scorso da Natali al ministero dei Beni culturali. Un elenco che non è un'iniziativa barricadera: risponde semplicemente alla circolare inviata dal dicastero che, dopo aver creato una commissione sui prestiti, richiedeva ai responsabili dei musei liste di opere da non prestare perché troppo delicate o troppo importanti per le raccolte. Come la Venere, no? «È uno dei 23 dipinti che non dovrebbero lasciare mai gli Uffizi - risponde Natali -. Non perché non in buona salute, sta bene, quanto perché è una delle opere che identificano il museo: qui la cercano i visitatori». Per la Madonna del cardellino di Raffaello, chiarisce, farà un'eccezione perché in restauro da anni all'Opificio e andrà al Quirinale, «residenza del capo dello Stato cioè di tutti noi. E la recente legge sui prestiti è importante, non vuole lasciare la decisione all'arbitrio dei singoli musei o prestatori o pressioni, però una volta stabiliti i princìpi devono valere per tutti, anche per chi li ha fissati, non solo per gli altri: se non si fa così si va verso lo sfascio». Noi italiani peraltro eccelliamo nel fissare princìpi da far rispettare agli altri... Eppure la lista degli incedibili - che non pare integralista non includendo infatti capolavori di Beato Angelico, Giorgione, Pontormo, Rosso Fiorentino, Rembrandt - già s'incrina... L'elenco dei non cedibili dagli Uffizi include pietre miliari come le tre Maestà di Cimabue, Duccio e Giotto, l'Annunciazione di Simone Martini, l'Adorazione di Gentile da Fabriano, la Madonna e SantAnna di Masaccio, la Pala di Domenico Veneziano, la Battaglia di Paolo Uccello, Piero della Francesca ( ritratto di Federico da Montefeltro e Battista Sforza), i tre Leonardo, la Venere e la Primavera di Botticelli, la Madonna del cardellino e il Leone X di Raffaello, la Madonna del collo lungo del Parmigianino, la Medusa di Caravaggio
È nella lista delle opere non spostabili, ma la Venere di Urbino è partita lo stesso
La nuda Venere di Urbino di Tiziano è partita per il Museo nazionale di Tokyo per la mostra "Mito e immagine di una dea". Il dipinto è stato scelto insieme ad altre 76 opere da raccolte pubbliche italiane. La Venere è stata imballata e ha iniziato il suo viaggio lunedì scorso. In cambio del prestito, la testata nipponica Yomiurì Shimbun e la Fondazione Italia Giappone finanzieranno il restauro della Battaglia di San Romano di Paolo Uccello. Il restauro ha messo in deroga il capolavoro di Tiziano, facendolo uscire dall'elenco di opere non prestabili.
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