Alt ai lavori a San Macario Valido il no delle Belle arti L'operazione può andare avanti in base al vecchio permesso -------------------------------------------------------------------------------- LUCCA. Stop ai lavori in corso a San Macario in piano. La società Imital non può continuare a costruire le case al posto delle ex serre Casula secondo il progetto rilasciato dal Comune il 28 gennaio: è, infatti, valido il decreto di annullamento del progetto emesso dalla Sovrintendenza. A sostenerlo è il professor Giuseppe Stancanelli, consulente del sindaco per le questioni amministrative. Gli uffici comunali, in tempi record, avevano rilasciato il nuovo permesso alla Imital ritenendo inefficace il veto delle Belle arti perché arrivato al Comune dopo i termini fissati dalla legge. Stancanelli, però, ribadisce che fa fede la data di emissione del provvedimento e non quella di notifica. -------------------------------------------------------------------------------- LUCCA. Non possono continuare i lavori a San Macario in Piano. La società Imital non può continuare a costruire 27 appartamenti in 4 edifici: la Sovrintendenza ha annullato l'intervento con un atto «tempestivo». Il parere che il professor Giuseppe Stancanelli - esperto di diritto amministrativo - invia al Comune non lascia dubbi: i lavori vanno fermati. Questo, però, non significa che Imital smetterà di costruire gli appartamenti a San Macario: può realizzarne 32 in 6 fabbricati, secondo il progetto autorizzato nell'estate 2006 anche con l'assenso della Sovrintendenza. Quello che la società non può fare è raggruppare gli appartamenti in 4 edifici per rispettare le distanze (stabilite per contratto) dal confine con il vicino. I 4 edifici più grandi (invece di 6 di dimensioni più ridotte) vengono considerati dalle Belle arti troppo invasivi per l'area vincolata dal punto di vista paesaggistico. Questo, del resto, è quanto la Sovrintendenza aveva scritto nell'annullamento del nuovo permesso a costruire che il Comune aveva ritenuto inefficace perché arrivato in municipio in ritardo, oltre i 60 giorni previsti per esercitare il potere di veto su interventi in aree vincolate. Per il professor Stancanelli, però, la questione non sta affatto in questi termini. Il decreto di annullamento della Sovrintendenza è «tempestivo» perché firmato nei 60 giorni di legge. Il fatto che sia arrivato tardi al Comune è irrilevante, come conferma la giurisprudenza degli ultimi anni. Molte sentenze del Consiglio di Stato, infatti, ribadiscono che ai fini della validità dell'atto vale la data di emissione e non quella di ricezione da parte dell'ente o del soggetto interessato. A questo punto, quindi, il Comune - conferma il professore - deve bloccare i lavori visto che non hanno il nulla osta della Sovrintendenza. Ma il Comune non revocherà il permesso a costruire rilasciato: «Non ha interesse a farlo», spiega il consulente dell'amministrazione comunale. Tanto a far cessare l'intervento basta il decreto di annullamento delle Belle arti. Che Imital può sempre impugnare davanti al Tar. E non è escluso che lo faccia, visto che la modifica del progetto è dettata da ragioni contingenti: se deve rispettare la distanza dal confine del vicino la società non ha spazio per realizzare 6 fabbricati. L'unico modo per non perdere (troppi) appartamenti, dunque, è di raggrupparli in meno edifici. Ma questo ora non sembra più possibile. Nonostante il permesso rilasciato a tempo di record dal Comune: la mattina del 28 gennaio, a poche ore dall'adozione da parte del consiglio comunale della variante urbanistica che avrebbe reso la modifica del progetto di San Macario difficile, se non impossibile. Non a caso, sulla vicenda - sul parere della Sovrintendenza ignorato - sta indagando la Procura.