I rifiuti terrorizzano i turisti, il traffico li sgomenta. Tanto che la sicurezza non è considerata più l'aspetto più preoccupante per i viaggiatori che arrivano a Napoli. Incidono molto di più la sporcizia, il traffico e quasi allo stesso modo la disorganizzazione dei servizi pubblici. Il dato emerge da una ricerca promossa dal Centro Studi dell'Unione industriali di Napoli guidato da Diego Guida, e dalla Sezione Turismo dell'Associazione, presieduta da Teresa Naldi. In particolare, una indagine sul campo coordinata dall'ordinario di Statistica della facoltà di Economia della Federico II, Roberta Siciliano, mette in evidenza come, fin dalla scorsa primavera, durante il Maggio dei Monumenti 2007, i turisti intervistati associassero al capoluogo partenopeo, quale elemento di negatività, più gli effetti dell'emergenza rifiuti che altre componenti. Da allora, con il crescere della crisi rifiuti, è cresciuta là percentuale dei turisti allarmati per la presenza incombente dell'immondizia. Gli stranieri, soprattutto, hanno indicato la sporcizia come là carenza principale: 40,6 dei casi contro la più contenuta ma comunque elevata percentuale (37,4) degli italiani. Quattro turisti su dieci puntano il dito contro l'emergenza rifiuti tanto che, al di là dell'emergenza, il 63 degli intervistati ritiene che serva maggiore pulizia e che i monumenti non siano sufficientemente tutelati (45). Problemi che si aggiungono alle carenze che i viaggiatori evidenziano un po' in tutti i settori. Per l'offerta ricettiva quasi il 60 dei turisti non ritiene comodi gli alberghi di Napoli, mancano poi servizi aggiuntivi (44) ed è ancora poco diffusa la conoscenza delle lingue straniere. I trasporti, poi, non garantiscono una interconnessione efficace e scor raggiano anche per la scarsa regolarità del trasporto pubblico. «Le risorse turistiche - spiega Diego Guida, consigliere incaricato al centro studi dell'Unione industriali - devo;-no essere poste al centro di un sistema organizzato di fruizione e valorizzazione. Solo così potremo armonizzare l'utilizzo delle risorse esistenti, sviluppare quelle assenti o carenti e realizzare processi integrati di crescita del settore. Per procedere in questa direzione occorre una progettazione per così dire dal basso, non più imposta al territorio. Partendo dai dati di fatto. È questa esigenza che ha ispirato l'indagine». Dall'indagine scaturisce inoltre una tipologia di turista che si organizza da solo il soggiorno (49,3), evitando il ricorso ad agenzie di viaggio è altri intermediari. I turisti arrivano a Napoli consultando internet o con il passaparola nel 55,8 dei casi. Effetto ani-che e soprattutto di lacune organizzative del settore. Lusinghiera è invece l'opinione manifestata dai turisti in ordine alle strutture ricettive alberghiere, con valutazioni di eccellenza assoluta che riguardano la metà di quanti hanno risposto al questionario.