Con molta attenzione oggi, l'opera del grande maestro è stata imballata e pronta ad essere spedita in Giappone La Venere di Urbino di Tiziano vola a Tokyo come ospite di onore di una mostra che ripercorre la fortuna del mito di Afrodite-Venere, dea dell'amore e personificazione dell'ideale di bellezza femminile, nell'arte italiana del Medioevo e del Rinascimento attraverso le opere di alcuni dei massimi maestri dell'epoca. Oggi, il trasporto dell'opera e l'imballaggio per farla volare fino in Giappone. L'esposizione è curata da Maria Sframeli del Polo Museale Fiorentino ed è allestita al national Museum of Western Art dal 3 marzo al 18 maggio. È sponsorizzata dal giornale Yomiuri Shimbun e il percorso espositivo inizia con un gruppo di opere dell'antichità classica che, dopo i secoli del Medioevo, vengono riscoperte dagli artisti del primo Rinascimento. La sala centrale accoglierà la Venere d'Urbino a confronto con la Venere dipinta da Pontormo su disegno di Michelangelo - in rappresentanza delle due scuole pittoriche del Rinascimento, la veneta e la fiorentina - e le opere da queste ispirate nel corso del Cinquecento (opere di Bronzino, Giambologna, Allori). Le sale seguenti ospiteranno una selezione di opere il cui soggetto permetta di cogliere la continuità della rappresentazione dei miti legati a Venere dall'antichità al Rinascimento, con opere di Cranach, Tintoretto, Veronese. La mostra si conclude con la libera ispirazione degli artisti del primo Seicento, che introducono temi nuovi e spregiudicati, come la Venere vista di spalle di Annibale Carracci o la Venere che spidocchia Amore del fiorentino Giovanni da San Giovanni. Nell'ambito della mostra, un accordo ulteriore, di cui è parte anche la Fondazione Italia-Giappone, prevede un convegno internazionale, conferenze di esperti in Giappone, e un programma finanziato da parte giapponese per indagini diagnostiche in vista di un importante restauro.