Il capolavoro degli Uffizi in Oriente per una mostra sul mito della bellezza -------------------------------------------------------------------------------- Il mito della bellezza di Afrodite vola dagli Uffizi in Giappone. Con il capolavoro di Tiziano de La Venere di Urbino, dipinto cardine della mostra che dal 3 marzo al 18 maggio sarà ospitata al Museo nazionale di arti occidentali di Tokyo. Chiusa e sigillata in un doppio cassone di legno coibentato, con in mezzo uno strato ammortizzante, la bella Venere ieri è stata inscatolata e spedita verso Roma, da dove prenderà il volo verso Oriente assicurata per 90 milioni di euro. Parte insieme ad altre 30 opere provenienti dai musei fiorentini, e altrettante da quelli italiani, per illustrare Mito e immagine di una dea dallantichità al Rinascimento. Senza le feroci polemiche che esattamente un anno fa accompagnarono il prestito e lo spostamento della tavola dellAdorazione dei Magi di Leonardo, trasloca un altro dei capolavori fondamentali della Galleria degli Uffizi: anche questo inserito nella lista dei dipinti «di cui è sconsigliato lo spostamento», capolavoro tuttavia non inamovibile, poiché come ricorda la soprintendente del Polo museale Cristina Acidini, «sono previste deroghe in casi particolari». In questo caso, leccezione è motivata dallaccordo di collaborazione siglato a ottobre 2007 tra soprintendenza fiorentina, il presidente della Fondazione Italia Giappone e la testata Yomiuri Shimbun che si sono impegnate a restaurare un importante dipinto degli Uffizi, per ora identificato nella Battaglia di San Romano di Paolo Uccello, oltre che nel sostegno di iniziative culturali che accompagneranno tutta la durata dello scambio tra Italia e Gippone. Con la Venere dal corpo vellutato e sensuale dipinta da Tiziano nel 1538, parte dallAccademia anche Venere dipinta da Pontormo su disegno di Michelangelo: «Due scuole a confronto, quella veneta e fiorentina, per due ideali di donna, luno rappresentato da un corpo femminile raffinato e quasi cremoso, laltro più mascolino, robusto e atletico tipico di Michelangelo- spiega Cristina Acidini- Mi chiedo quale reazione ci sarà tra i giapponesi, confrontando i loro canoni di bellezza con quelli rinascimentali, il candore di bisquit dei loro incarnati con il colore naturale dei dipinti rinascimentali». I due dipinti infatti saranno ospitati nella sala centrale del Museo nazionale di Tokyo, mentre intorno ruoteranno altre 76 opere, tra cui alcuni marmi di epoca classica, raffigurazioni di codici miniati del '300 e '400, dipinti di Jacopo del Sellaio, Bronzino, Allori, Cranach, Tintoretto e Veronese. Curata da Maria Sframeli e Fabrizio Paolucci, la rassegna propone anche uno sguardo meno incantato nei confronti dellicona della bellezza femminile, con due opere del primo '600, una Venere vista di spalle di Annibale Carracci e Venere che spidocchia Amore di Giovanni di San Giovanni.