È il secondo murale recuperato in dieci giorni. Daverio: «Una divertente provocazione». Il Comune: stop al degrado Tecnica dei restauro classico. Spugne, acqua, spazzolini, acetone sulle incrostazioni. Sei ore di lavoro. Millimetrato, delicato. Sotto una mano di bianco cè un murale cancellato da chissà chi, un Arcangelo spray ispirato al San Michele di Raffaello. È il rinascimento dun graffito. Lautore e due restauratrici lo scoprono dal muro che dà sul piazzale del cimitero monumentale, il fu centro sociale Bulk. Nella Milano che cancella nasce così «un movimento che i writer li protegge, li tutela, li riscopre». E li restaura. Dieci giorni fa un murale di Bros in via Olona, imbiancato per la visita dei delegati Expo. Ieri, lArcangelo firmato Ozmo, nom de piume di Gionata Gesi. Domani? «Avanti». Si può? «Ci proviamo». Davanti a due dipendenti Atm, ai cinesi di passaggio, ai francescani che raggiungono il cardinale Tettamanzi. Primo pomeriggio di ieri. Saranno le tute bianche e arancio, roba da Aem e Anas, ma non si ferma nemmeno la pattuglia dei ghisa. E in corso il restyling non autorizzato del San Michele after Raffaello. Ci lavorano Ozmo, artista di strada e pittore da museo e galleria, assieme alle restauratrici Silvia Di Bene e Silvia Rivoltella. Costo delloperazione: «Otto euro per il pranzo». Il valore è simbolico: «La giunta predica la tolleranza zero con artisti e vandali, senza distinzioni? Noi tuteliamo e valorizziamo le opere darte extra museali, un patrimonio artistico unico e insostituibile». È unoperazione nata per gioco. Meeting di graffiti alla Cascina Torchiera, domande tipo «perché no?», al primo intervento ne è segue un altro e un altro ancora, ieri. «Trattiamo la street art per quello che è, arte», sorridono le restauratrici. Il senso: meglio non ridipingere, «ma dare valore documentale al recupero, spedire un messaggio alle istituzioni e trovare uno sguardo nuovo nei cittadini». Anche perché se il graffito è illegale, «la pulizia dun muro mica è reato». Migliaia di tag, disegni e murales colorano (o sporcano) i muri di Milano. Un fenomeno dilagante. Secondo la polizia locale un ragazzino su due, tra i 13 e i 18 anni, almeno una volta si è esercitato con una bomboletta o un pennarello. Il Comune ha scelto la linea dura: arresti e denunce. Due minorenni sono appena stati segnalati alla Procura, rischiano una multa da migliaia di euro. Così il vicesindaco Riccardo De Corato: «E un segnale a chi crede di poter impunemente imbrattare edifici e strutture accrescendo il degrado della città». Palazzo Marino, da mesi, ha anche aperto un tavolo di confronto con gli artisti di strada. Aperto, convocato, fermo. Dice Ozmo che «basterebbe un accordo per avere più qualità delle opere di strada, dare un esempio ai ragazzini e fermare glimbrattatori». Intanto, si restaura. «Una provocazione fantastica, ma legata tutta alla nostra confusione semantica», osserva il critico Philippe Daverio. Ché, in teoria, «i graffiti son fatti per essere cancellati, non per finire in museo». Dunque? «In questa versione modaiola e commerciale dellaffresco non legittimo ma linguisticamente comprendo - la voglia di restauro».
MILANO - GRAFFITI D'ARTE CANCELLATI, VIA AI RESTAURI
Il Comune di Milano ha recuperato un murale di graffito firmato Ozmo, un artista di strada, dal muro del cimitero monumentale. Il murale, ispirato a San Michele di Raffaello, è stato restaurato con la tecnica classica dei restauro. Il costo della restaurazione è stato di 8 euro per il pranzo. Il Comune ha deciso di non arrestare l'autore del murale, ma di documentare il recupero e di promuovere la street art come arte. Il vicesindaco Riccardo De Corato ha affermato che il Comune è disposto a discutere con gli artisti di strada per trovare un accordo per le opere di strada.
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