A CASA DELLA SCHERMA, costruita nel perimetro dei Foro Mussolini tra il 1933 e il 1936, e definita il capolavoro dellallora giovanissimo architetto Luigi Moretti, appare, nella mattinata di sole, malinconicamente imprigionata tra sbarramenti, garitte e transenne, allestremo sud del complesso monumentale del Foro Italico. Lo storico dellarchitettura Alfonso Acocella, nel suo volume "Architettura di pietra", pubblicato nel 2004, analizza in dettaglio "la raffinatezza dellopera" e denuncia "lo stato di trasformazione sostanziale e di degrado in cui versa, da decenni, il capolavoro di Luigi Moretti, tenuto ancora in una assurda segregazione". Ledificio prezioso, una sinfonia luminosa (un tempo!) di marmi di Carrara e di Luni, di lastre di cristallo e mosaici-quello esterno, annerito e in evidente pericolo di sparizione, era un "fondo oro" dove un cavallo bianco ed uno nero galoppano sopra le nuvole, sovrastando mitologiche figure datleti, il tutto firmato da Angelo Canevari - fu utilizzato e purtroppo indecentemente modificato per adattarlo ad aula bunker. Vi si svolse il processo per il rapimento e luccisione di Aldo Moro e della sua scorta, ed oggi continua ad essere occupato da un comando dei carabinieri. Il cui disagio è palpabile, nella cortesia con cui ci accoglie lincaricato delle relazioni con il pubblico: questo nucleo delle forze dellordine -ci spiega- lavora per la Procura, ed è in attesa da anni di unaltra collocazione. Con la nostra guida possiamo fare soltanto il giro esterno delledificio ad Elle, concepito da Moretti come due corpi distinti, collegati da un ampio passaggio a due livelli "che accoglieva la grande biblioteca illuminata da una vetrata a tuttaltezza aperta verso il paesaggio del Foro". Ma ora cè un muro, indispensabile alla sicurezza dellaula bunker: che fu allestita, ci riferiscono, proprio nella Sala delle Armi, dove -scrive ancora il Professor Acocella- "lo spazio lievita, fluttua sotto la modulazione della luce che penetra dallalto, diffondendosi radente lungo le superfici curve lisce di stucco bianco per poi rischiarare il piano pavimentale in marmo venato di Carrara, al cui centro insiste la pedana di linoleum". Non vedremo niente di tutto ciò -o ciò che ne rimane- ma la caduta delle lastre di marmo che, afferma Acocella, costituivano "la scorza marmorea omogenea del rivestimento della Casa", è ben visibile, purtroppo. Dellintenzione di un restauro purtroppo soltanto iniziato - laveva deliberato il Soprintendente Roberto Di Paola, prima del suo trasferimento - testimonia un ponteggio esterno: che, se non altro, risparmia ai carabinieri in servizio il rischio di essere colpiti da una lastra che si distacca. Della grande vasca dacqua, saldata al pavimento del piazzale, il tutto -certifica Acocella- "in marmo bianco di Carrara", non rimane più traccia. "Ci auguriamo -concludeva, quattro anni fa, lautore di "Architettura di pietra"- che i recenti provvedimenti politici e i relativi protocolli istituzionali riportino la Casa delle Armi allo stato dorigine, restituendole lo splendore dei volumi ed il fascino dei suoi nitidi spazi interni: obliterati, prima, da una storia dellarchitettura tendenzialmente ideologica, e poi da una cultura di Stato disinteressata ai valori dellarchitettura contemporanea". ... Quando ci congediamo dalla nostra guida lui ci chiede, quasi timidamente, se possiamo trovare delle notizie sulla scultura bronzea di un pugile accovacciato, che abbiamo visto infatti nellingresso della sede ("provvisoria"...) del comando cui appartiene. Dellintenzione di un restauro purtroppo soltanto iniziato testimonia un ponteggio esterno. La struttura fu utilizzata e purtroppo indecentemente modificata per adattarla ad aula bunker.
ROMA - Casa della Scherma, il capolavoro dimenticato
La Casa delle Armi, costruita tra il 1933 e il 1936 da Luigi Moretti, è un capolavoro dellarchitettura che appare malinconicamente imprigionata tra sbarramenti e transenne. Lo storico dellarchitettura Alfonso Acocella ha analizzato la raffinatezza dellopera e denunciato lo stato di trasformazione sostanziale e di degrado in cui versa il edificio. La struttura fu utilizzata come aula bunker e vi si svolse il processo per il rapimento e luccisione di Aldo Moro e della sua scorta. Oggi è occupata da un comando dei carabinieri, che lavora per la Procura e attende di essere trasferito.
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