ERBA «Vigileremo attentamente sul progetto che interesserà Villa Nava. Lautorizzazione non può essere certo concessa al buio». Questa la posizione della Sovrintendenza alle belle arti sul progetto di vendita di Villa Nava da parte dellamministrazione erbese. Sì, dunque, secondo il responsabile della sovrintendenza artistica Alberto Artioli, al compromesso delluso privato; ma rispettando tutti i criteri di salvaguardia del bene storico. Lantico edificio, nato come dimora padronale, sarà presto messo sul mercato per decisione del sindaco Marcella Ili. Dovrebbe essere acquistato da unimpresa di costruzioni per trasformarlo in appartamenti di pregio, permettendo così alle casse comunali di introitare ingenti somme. «Villa Nava è solo un caso tra le dimore storiche di proprietà pubblica, per le quali si è dovuto ricorrere alliniziativa delle imprese private per non lasciare che il patrimonio storico artistico andasse perso del tutto - dice Alberto Artioli - villa Crivelli è un altro esempio. Naturalmente ci sono degli stretti vincoli, a partire dalla messa allasta, perché non si tratta di un bene privato, bensì pubblico, e perciò appartenente a tutta la comunità. Se lamministrazione di Erba intende vendere la villa a unimpresa che ne farà appartamenti, il costruttore dovrà attenersi a criteri molto severi di procedura e conservazione. In generale non ci si potrà discostare dal disegno originario della casa, e non si potranno fare abbattimenti di alcun tipo. Anche la suddivisione degli spazi dovrà essere rispettata il più possibile; questo vuol dire poche suddivisioni, sia per i soffitti che per le sale. Come sovrintendenza ci riserviamo di esaminare il progetto definitivo, e anche a quel punto lautorizzazione può essere accordata o meno». Su una linea di estrema prudenza, mista ad alcune perplessità, si dimostrano anche i rappresentanti della minoranza cittadina. «Villa Nava ha bisogno di un intervento al più presto - ha detto Michele Spagnuolo, capogruppo del Partito democratico in consiglio - ma con criteri precisi, che semmai coniughino le esigenze sociali del quartiere con gli interessi economici dei privati. Vedo che lattuale amministrazione non ha fatto meglio di noi nel richiedere alla Provincia o alla Regione una sovvenzione per il recupero. In ogni caso il quartiere ha bisogno di essere movimentato con iniziative a scopo sociale, e mi auguro che nelledificio vengano riservati spazi per le associazioni. Del resto lampio parcheggio prospiciente si rivelerebbe sottoutilizzato se occupato solo dai residenti». Per un recupero veloce e rispettoso delledificio si dicono daccordo anche i due consiglieri di opposizione Alberta Chiesa e Carlo Calvi, a sua volta ex assessore ai lavori pubblici durante il mandato di Ghioni. Purché - dicono - la destinazione non sia completamente a beneficio di pochi cittadini. Anche Filippo Pozzoli, che da sindaco prese liniziativa - tuttora difesa - di acquisire il castello di Pomerio, ha delle idee sul possibile utilizzo delledificio di Carpesino. «Anche questa volta vedo disattesi molti dei progetti che la nuova amministrazione aveva promesso in campagna elettorale. Mi sembrava che nelle intenzioni del nuovo centrodestra ci fosse la volontà dì dare alla città, e non di togliere. Se proprio bisognerà vendere Villa Nava, mi auguro che il comune la conceda a un ente a scopo benefico. Vi si potrebbero ricavare case alloggio per disabili o giovani coppie».
ERBA - Appartamenti a Villa Nava. Frenata dai Beni ambientali
La Sovrintendenza alle belle arti di Erba ha espresso preoccupazioni sul progetto di vendita di Villa Nava, un edificio storico, da parte dell'amministrazione comunale. Il progetto prevede la vendita dell'edificio a un'impresa di costruzioni per trasformarlo in appartamenti, ma la sovrintendenza richiede che il costruttore attenga a criteri severi di procedura e conservazione. La villa dovrebbe essere messa all'asta e il costruttore dovrà rispettare il disegno originario della casa e non fare abbattimenti o suddivisioni. La minoranza cittadina ha espresso preoccupazioni sul progetto, richiedendo criteri precisi per il recupero del quartiere e la riservazione di spazi per le associazioni.
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