CAGLIARI. La posta in gioco sono il museo Betile e il nuovo campus universitario. La Regione chiede maggiore celerità, il Comune domanda, invece, più coinvolgimento e adeguate compensazioni. Ieri mattina c'è stato un incontro tra il sindaco Emilio Floris e l'assessore regionale Maria Antonietta Mongiu (Cultura). Ultimamente le due istituzioni si sono legate a doppio filo per una serie di importanti iniziative che interessano la città. Al di là della vicenda di Tuvixeddu, su cui Regione e Comume si sono affrontati a suon di carte bollate (con un ko tecnico a favore dell'amministrazione municipale, a cui il tar ha dato ragione), molte altre questioni vedono i due enti locali in un rapporto di collaborazione (più o meno costretto). Per il Betile potrebbero arrivare 30 milioni di euro attraverso i finanziamenti per i 150 anni dall'Unità d'Italia. Ma, per averli, occorre che il progetto sia cantierabile. E per il momento non lo è: manca la variante urbanistica. Il museo dell'arte nuragica e contemporanea, voluto dal presidente della Regione Renato Soru, si sa dovrebbe sorgere a Sant'Elia. Il progetto di massima è pronto ed è firmato da Zaha Hadid (premio Pritzken, il Nobel dell'architettura, nel 2004), la realizzazione ha un costosiche, a seconda delle stime va dai 60-70 ai 120 milioni di euro. «Da parte nostra la volontà di andare avanti esiste - spiega il sindaco Floris - ma il problema richiede una serie di passaggi che coinvolgono anche la Regione». Per la realizzazione del Betile occorrerà fare un accordo di programma tra la Regione, il Comune e gli altri enti territoriali. «Prima, però - continua il primo cittadino - è necessaria una variante al piano urbanistico». La zona di Sant'Elia dove è stato ipotizzato di costrire il museo è, attualmente, cataloga come "S3", area per parco giochi e sport, e "S4", zona per parcheggi. Mentre dovrà essere trasforamta in "G", spazio per servizi che comprende anche la realizzazione di volumetrie (alberghi, musei ecc.). «Ogni volta che viene fatta una variante occorre considerare anche gli standard dell'area e fare in modo che vengano rispettati». In geneale il piano regolatore prevede che in ogni zona urbana vi sia anche un certo numero di metri quadrati dedicati ai parcheggi, al verde (i così detti "standard"). Se con una variante questi vengono meno, bisogna recuperarli. «Nella zona di Sant'Elia molti territori sono della Regione - sottolinea Emilio Floris - e una parte di questi potrebbero diventare zone di compensazione: per rispettare gli standard». Ma per fare questo anche il governo dell'isola deve essere d'accordo in quanto significa che il controllo di quelle aree passa, di fatto, al Municipio. «Poi c'è anche il discorso dei finanziamenti - riprende il primo cittadino - non mi sembra che i trenta milioni ipotizzati siano sufficienti. Per un'opera come il Betile occorre un piano preciso e devono esserci fondi aggiuntivi. Non vorrei che, alla fine, si tolgano finanziamenti a Cagliari, alla Pinacoteca o agli altri centri, per incanalarli nel nuovo museo». Per il campus universitario, che dovrà sorgere nell'ex semoleria e che è previsto ospiti attorno ai millecinquecento studenti, il discorso è analogo. «In quell'area - spiega il sindaco - vi sono anche proprietà del Comune. E pur volendo, gli immobili non si possono regalare alla Regione, altrimenti si incorre nei rigori della Corte dei conti, occorre quindi una compensazione». Il dialogo Regione-Comune c'è, ma per il momento assomiglia a quello fra due separati in casa.
Sardegna - Il Betile a Sant'Elia, conflitto istituzionale
Ieri mattina, il sindaco di Cagliari Emilio Floris e l'assessore regionale Maria Antonietta Mongiu si sono incontrati per discutere sulla posta in gioco per il museo Betile e il nuovo campus universitario. La Regione chiede maggiore celerità, mentre il Comune domanda più coinvolgimento e adeguate compensazioni. Il progetto del Betile, voluto dal presidente della Regione Renato Soru, prevede 30 milioni di euro di finanziamenti, ma per il momento non è cantierabile a causa della mancanza di una variante urbanistica. Il sindaco Floris sostiene che la volontà di andare avanti esiste, ma richiede un accordo di programma tra la Regione, il Comune e gli altri enti territoriali.
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