BARI Da oltre un quarto di secolo riunisce in convegni esperti italiani e stranieri per studiare come catalogare on line i beni culturali. Professor Piero Grimaldi, tanto sforzo ha prodotto buoni risultati? «Innanzittutto, devo sottolineare che la regia di tanti anni di lavoro è del professor Antonio Daddabbo, il vero e proprio deus ex machina del Laboratorio di Fotogrammetria architettonica del Politecnico di Bari. Quanto ai risultati, devo dire con rammarico che ne abbiamo conseguiti di più allestero che in Italia. La causa va ricercata nella mancanza di una visione moderna dei problemi, in un approccio meno pragmatico con le nuove tecnologie. Intendiamoci, chi opera nelle nostre università sa usarle al meglio, ma mancano gli input politici, in termini di gestione». Cosa è emerso dallultimo convegno che avete tenuto tra Roma, Lecce e Bari? «Sono emersi essenzialmente tre dati. Il primo è che i risultati della ricerca non trovano applicazione piena sul territorio, perché manca un legame tra il mondo universitario e quello del lavoro. Il secondo è linadeguatezza della preparazione degli studenti, e non solo per colpa loro, rispetto alla realtà lavorativa. Il terzo è relativo alla gratuità che dovrebbe avere il trasferimento nel mondo del lavoro dei risultati della ricerca universitaria». Come si risolvono questi problemi? «Un esempio concreto può essere laccordo stipulato dal Politecnico con il Comune di Serracapriola. I risultati della ricerca hanno portato a realizzare il Gis (Sistema informatico globale) del Comune dauno». Come viene giudicato il vostro impegno dagli addetti ai lavori? «I pareri sorto contrastanti, ma è un prezzo da pagare quando si perseguono metodiche innovative. In ogni caso, se le critiche sono per noi uno stimolo a fare meglio, i consensi non ci lasciano indifferenti. Tra questi, mi piace citare il parere del professor Claudio DAmato, docente di Composizione e progettazione architettonica che, da relatore del convegno, ha detto di condividere limpostazione scientifica del professor Daddabbo per la classificazione dei beni culturali come processo in divenire gestito dalla comunità, che di quei beni è custode». Quale è stato il contributo offerto dai docenti stranieri al convegno? «Hanno presentato lavori che prendono ad esempio il Gis di Serracapriola, che tra laltro è consultabile on line (wwwserracapriola.net). In particolare, il professor Gerson Faria, dellUniversità brasiliana di Taubatè, ha presentato il Gis della sua città, realizzato a costo zero, e presente su Internet, in modo che gli utenti stessi possano aggiornarlo». Può fare una proposta concreta per sbloccare la situazione di stallo che ha denunciato? «Una proposta concreta di progetto di formazione è in via di definizione tra il Comitato pugliese dei Collegi dei geometri, presieduto da Franco Mazzoccoli, e la facoltà di ingegneria di Caracas. Se ne è parlato a Lecce, su iniziativa del geometra Ennio Rizzo, presidente del Collegio salentino. Anche il professor Umberto Ruggiero, docente emerito del Politecnico di Bari, fondatore e presidente del consorzio "Universus" ha valutato positivamente lidea. Sarebbe bene usare questo spirito per realizzare la Carta dei beni culturali pugliesi».