Centinaia di docenti di Cagliari e Sassari firmano un appello per la tutela CAGLIARI. «Nel rispetto dovuto a tutte le sentenze della magistratura, i sottoscritti intendono esprimere una totale condivisione delle motivazioni in primis etiche, ma anche scientifiche che hanno guidato la commissione regionale (quella al Paesaggio costituita dalla Regione all'inizio del 2007 - ndr)..., competente a svolgere il compito di suggerire proposte per la dichiarazione di notevole interesse pubblico degli immobili e delle aree» del colle di Tuvixeddu. Il mondo universitario si è mobilitato in favore della scelta regionale su Tuvixeddu per l'allargamento del vincolo a tutto il colle. La «riscossa» è partita da Sassari: oltre cento docenti universitari hanno sottoscritto il documento citato (da Piero Bartolini, docente di Archeologica fenicio punica ad Aldo Maria Morace, preside della facoltà di Lettere e filosofia; da Antonello Mattone, direttore del dipartimento di Storia, ad Alberto Moravetti, professore di preistoria e protostoria; dalla sociologa Antonietta Mazzette al linguista Alberto M. Mura). Il colle «rappresenta un elemento di fondamentale importanza per il paesaggio storico di Karalis (...) se veramente la percezione paesaggistica originaria del "luogo" è legata al "sistema dei colli", a tal segno da essere generatrice del nome stesso di Cagliari, in età preistorica e protostoria». Per questo motivo «i sottoscritti intendono unire la propria voce a quella dei molti che difendono un patrimonio paesaggistico e culturale di straordinario valore e si preoccupano soprattutto per il possibile sviluppo di iniziative imprenditoriali nelle aree più delicate e più significative sul piano identitario». Dopo Sassari anche il mondo universitario di Cagliari si sta mobilitando, in favore del vincolo allargato, a partire da un documento promosso da Simonetta Angiolillo (docente di Archeologia classica), Roberto Coroneo (professore di Storia dell'arte medievale e direttore del dipartimento di Scienze archeologiche e storico-artistiche) e da Bruno Anatra (che insegna Storia moderna). Nel documento viene difeso il lavoro svolto dalla commissione regionale al Paesaggio, che ha seguito le indicazioni del Codice Urbani. Legge dello Stato del 2004 che «introduce il concetto, radicalmente innovativo, del bene paesaggistico come unità ambientale nel quale insistono le varie categorie di beni culturali (naturalistici, storici, archeologici, artistici, demoetnoantropologici)». Una nuova percezione che introduce anche «la possibilità di restaurare il paesaggio con il ripristino della sua unità ambientale, non tanto originaria (giacchè un ritorno alle origini è pressochè impossibile) quanto anteriore a una serie di interventi più o meno recenti, che l'hanno compromessa quando non obliterata, pur non cancellandone del tutto la memoria, che va quindi anch'essa salvaguardata». Da cui l'importanza «del processo di ricostruzione della fisionimia storica del contesto»