L'uomo si batte da anni perché il gioiello di Auditore non venga sottoposto a interventi ricostruttivi "Ci auguriamo un segnale forte" AUDITORE - La sua sembra una battaglia contro i mulini a vento. Eppure non s'arrende. Gabriele Bartolini, residente a Riccione, è l'anima di una lotta impari che vede opposti due schieramenti. Uno, in verità, è composto da poche persone, Bartolini in testa, che difendono la storia dell'antico borgo di Castelnuovo non vorrebbero vedere cambiato l'indirizzo storico di quel gioiello. L'altro, amministrazione comunale in testa, a la fisionomia, vuole concedere a Castelnuovo una diversa opportunità. In questo contesto ci si chiede perché la Provincia di Pesaro e Urbino, attenta ai "Cento borghi", ha ignorato Castelnuovo. E perché chi si strappa le vesti e capelli per un albero abbattuto (che merita rispetto, beninteso) tace sul borgo. Non tace Bartolini, che racconta un'importante novità. "Giovedì 21 febbraio Giangiacomo Martines (soprintendente ad interim ai Beni Architettonici), dopo gli innumerevoli e svariati solleciti si è recato personalmente a Castelnuovo in compagnia - e qui mostriamo tutti i dubbi del caso - dei responsabili del Comune di Auditore, autori insieme con la società del Liechtenstein Eborgo.com del progetto che viene chiamato Castelnuovo s.p.a. , progetto definito - forse impropriamente - "ricostruttivo" e di pubblica utilità...". Lei, però, aspettava la visita da tempo... "Certo sono mesi che si aspettava l'inizio di quello che il Sottosegretario ai Beni Culturali Danielle Mazzonis aveva sentenziato nel novembre 2006 come intenzione di attivare la procedura di tutela del borgo di Castelnuovo, sia come Bene storico-architettonico, sia quello paesaggistico, procedura alla quale la stessa Soprintendenza nel 2004 aveva dato corso con i canonici 180 giorni, richiedendo la documentazione necessaria, ma che, per motivi ancora a noi sconosciuti, erano stati annullati con una dichiarazione laconica di posticipare l'inizio della procedura, a esproprio ultimato, come a dare il via libera comunque a quella procedura anche in presenza di un progetto sbagliato, assumendosi quindi una responsabilità pesante e piena di contraddizioni, poiché a circa dieci anni dalla sua stesura, non vi sono né vincoli di tutela, né segnali di salvaguardia, né - tantomeno - lavori di mantenimento e conservazione che possano fare pensare ad un imminente lavoro ricostruttivo e conservativo del patrimonio di Castelnuovo". Quindi? "Attendiamo con impazienza l'esito di questa che pensiamo non essere stata una visita di cortesia e ci auguriamo che dia un segnale forte e inequivocabile oltre ad una risposta certa che chiarisca tutti i dubbi fino a qui accumulati".