L'ipotesi è che il mosaico e la vasca termale saranno valorizzati nel luogo del ritrovamento Gli scavi archeologici che hanno interessato piazza Garibaldi a Matelica sono terminati oramai da quasi sette mesi ma non è stata presa ancora una decisione sulla definitiva sistemazione dei preziosi ritrovamenti. L'ipotesi che si prospetta come la più accreditata, che mette d'accordo tutti e che potrebbe a breve concretizzarsi è quella che, sia lo splendido mosaico sia la vasca da bagno termale, rinvenuti in questa piazza che si trova lungo Corso Vittorio Emanuele, saranno valorizzati in loco dal momento che rappresentano per Matelica degli elementi di grande prestigio. Si parlava, infatti, di restaurare la piscina e lasciarla visibile al pubblico, senza vetrate ma, probabilmente, attraverso una balaustra. Il problema che, però, necessita di essere arginato al più presto riguarda ora il decoro pubblico della piazza. Nelle due aree circoscritte, gli scavi sono stati coperti con un telo e recintati con una rete per evitare che possano essere danneggiati. Questa soluzione, però, sta offrendo, a detta di molti, uno spettacolo indecente perché nel tempo le aree sono diventate un ricettacolo di sporcizia. Ma, ancora di più, l'intervento necessita di essere fatto nell'immediato perché proprio davanti al bellissimo mosaico, che tempo fa è stato danneggiato dai vandali, si trova l'entrata di un noto ristorante matelicese. L'amministrazione comunale matelicese guidata dal primo cittadino Gagliardi, per dare nuovamente lustro alla piazza e per evitare che la situazione peggiori si sta muovendo in tale direzione e ha fatto sapere che, in accordo con la Soprintendenza dei Beni Archeologici delle Marche, a breve verrà creata, ad opera di una ditta già contattata di Matelica, una copertura temporanea con delle tavole che siano facilmente smontabili. L'intervento non sarà isolato ma l'intelaiatura che verrà realizzata rappresenterà successivamente la parte portante per la soluzione finale, che, come detto precedentemente, sembra essere sempre di più la valorizzazione dei ritrovamenti in loco. S.SA,