Antiche leggende e suggestive ricostruzioni al castello di Baia a Bacoli. È questa la promessa del Gruppo archeologico napoletano (Gan) a quanti vorranno seguirlo nell'escursione di domenica per conoscere storia e vicende del complesso che domina il paesaggio flegreo. Un'occasione da non perdere per la bellezza del panorama godibile non dai camminamenti del maniero e per lasciarsi rapire dalla curiosità dei numerosi reperti rinvenuti nella zona e conservati nel Museo archeologico dei Campi Flegrei che ha sede prprio all'interno del castello di Baia. L'appuntamento (alle 10) è per tutti all'ingresso del museo, previa prenotazione (al numero 3384031994 o a infoganapoletano.it), dove Rosario Serafino del Gan accoglierà i partecipanti e farà loro da guida (la visita è gratuita, a carico degli ospiti è solo il biglietto d'ingresso al museo) per condurli lungo un percorso di affascinanti notizie. Come per esempio la simbologia della raffigurazione della bambina con una farfalla che le sfugge dalle mani, ossia della statua di Ottavia Claudia, andata in sposa appena tredicenne a Nerone e da lui relegata nell'isola di Ventotene con l'accusa di adulterio prima di farla uccidere per sposare liberamente Poppea Sabina; oppure per curiosare nella sala dei Gessi dove sono sistemate le ricomposizioni degli oltre 400 frammenti rinvenuti nelle Terme di Baia che gli studiosi hanno riunito scoprendo che si tratta di pezzi appartenenti a note sculture romane copia di importanti originali greci. Da non perdere, poi, nella Sala del Sacello degli Augustali, la mirabile statua bronzea dell'imperatore Nerva su un cavallo rampante data dall'unione di una testa ritratto del gracile e settantenne imperatore al corpo di una scultura precedente dedicata al giovane e baldo imperatore Domiziano. E, ancora, sarà l'occasione per conoscere in dettaglio il castello passato alla storia come una delle più importanti architetture difensive dei Campi Flegrei costruita da Alfonso II d'Aragona nel 1495 sui resti di una ricca villa romana i cui pavimenti - riportati alla luce - saranno visitabili. Infine, dopo il giro della terrazze sino alla torre di Nord Ovest per scrutare dall'alto il litorale flegreo, la visita prosegue alla mostra «Nova Antiqua Phlegrea» che espone reperti recuperati negli anni Novanta tra il Rione Terra, Cuma, Baia e Liternum.